Unicredit sotto il faro di Moody's
Faro di Moody's sul rating di Unicredit dopo la pulizia di bilancio e la maxi perdita del trimestre, mentre l'amministratore delegato Federico Ghizzoni fa tappa a Francoforte e vede gli uomini della Bce per un confronto che tocca anche il tema della liquidità. Nella sede dell'Eurotower il manager, nell'ambito dei regolari contatti fra grandi banche e l'autorità guidata da Mario Draghi, ha incontrato – da quanto si apprende – gli addetti alle general market operations, la direzione guidata da Francesco Papadia. Non viene invece confermato un incontro con Draghi.
«Anche a nome delle banche italiane più piccole, chiederò di verificare la possibilità di estendere l'accesso alla liquidità della Bce ampliando la tipologia dei collaterali da offrire», aveva preannunciato Ghizzoni al Corriere della Sera.
Se al momento Unicredit – come riconosce anche Moody's, mettendo sotto osservazione i rating del gruppo – non ha problemi di liquidità particolari o diversi da quelli dei suoi competitor, la Bce continua tuttavia a monitorare le tensioni sul mercato interbancario. L'Eurotower comunque non prevede per ora provvedimenti per allentare ulteriormente i vincoli o per ampliare, oltre ad esempio ai covered bond, la tipologia dei collaterali delle banche che già acquista. Ma l'agenda del numero uno di Unicredit va oltre Francoforte e prevede nei prossimi giorni le tappe del road show sull'aumento di capitale da 7,5 miliardi. Iniziato questa settimana il ciclo di incontri con gli investitori, toccherà oggi Londra e proseguirà nelle principali piazze finanziarie, tra le quali New York.
Moody's nel frattempo sottolinea di apprezzare la ricapitalizzazione e «il fatto che UniCredit continui ad avere notevole liquidità, nonostante le correnti condizioni di mercato». Ma non sarà facile convincere tutti i soci a fare la propria parte, anche se i grandi, a partire dalle fondazioni Cariverona e Crt, hanno già fatto sapere che faranno la loro parte. Interesse sarebbe stato espresso dai libici, anche se ora le quote sono congelate. Ma non è detto che da qui a gennaio, quando entrerà nel vivo l'operazione, qualcosa possa cambiare. Intanto, è certo che la pulizia in bilancio nel trimestre con la maxi-perdita di 10,6 miliardi sono tra i fattori alla base della decisione di porre sotto osservazione per un possibile taglio il rating di lungo termine "A2" e quello di breve termine "Prime-", nonché il giudizio sul merito del credito di una serie di controllate.
Moody's si concentrerà in particolare sulle svalutazioni del goodwill e sulle attese di utili inferiori alle attese nei mercati core, in particolare in Italia. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)