" Unicredit: quanto vale dopo l’aumento di capitale?" di Giancarlo Marcotti
Ho sempre sostenuto che calcolare il valore di un’azienda, e, peggio ancora, valutare quale possa essere il suo prezzo in Borsa, non sia semplicemente un esercizio difficile, di più, assolutamente inutile.
Per quanto si possano usare complessi algoritmi le variabili che entrano in gioco sono praticamente infinite e, per arrivare ad un risultato corretto, dovrebbero essere valutate tutte in maniera precisa.
Un’impresa più che titanica, quindi, come ho detto, inutile tentarla, inutile imbarcarsi in calcoli complicatissimi per arrivare a conclusioni sicuramente erronee, qualcuno quindi, ha cercato di arrivarci con una scorciatoia.
In pratica, l’idea di fondo è questa, tutte queste variabili, che non conosco, o non riesco a valutare correttamente, sono comunque condensate nel prezzo del titolo, ed io i prezzi precedenti li conosco, quindi? Quindi studiando i prezzi precedenti cerco di prevedere quelli futuri.
Lodevole l’iniziativa, peccato che abbia un unico difetto: non funziona.
Avete certamente compreso tutti che mi sto riferendo all’analisi tecnica che io dimostrai, ancora diversi anni fa, che non funziona, principalmente poiché non ha alcun fondamento scientifico, insomma è qualcosa di molto simile all’oroscopo.
La sua larga diffusione, spesso utilizzata per accreditarne la validità, dipende solo dal fatto che è uno strumento accattivante, sarebbe proprio bello, infatti, poter prevedere i valori dei titoli di Borsa senza sapere nulla di economia, di bilanci, di politiche aziendali insomma senza sapere nulla di nulla.
Eh sì, perché l’analista tecnico è proprio un tuttologo lui semplicemente ti sa prevedere ogni cosa, che il grafico che si ritrova sotto mano sia di un titolo bancario piuttosto che petrolifero, che sia quotato a Milano piuttosto che a Tel Aviv, addirittura che sia un grafico di un titolo di Borsa piuttosto che quello della portata di un fiume per lui non fa differenza, da quella linea frastagliata lui, proprio come gli astrologi, ne traccia diverse altre e poi arriva sempre ad una conclusione.
E non sbaglia proprio mai, perché la conclusione alla quale arriva è che se tenderà a salire, potrebbe salire ulteriormente, mentre se inizierà a scendere potrebbe scendere ancora di più.
Qualcosa di più banale è difficile da pensare.
Però, bisogna riconoscere che è infallibile.
Certo è proprio come dire che se sei partito da Verona e vedi il cartello Brescia, avendo ancora benzina nell’automobile e proseguendo in quella direzione, puoi arrivare a Milano; mentre se vedi il cartello Padova, sempre avendo benzina e proseguendo in quella direzione, potresti arrivare a Venezia.
Chi lo può smentire?
Il fatto è che le conclusioni alle quali arriva l’analista tecnico, essendo banali e scontate, sono assolutamente prive di valore, prive di qualsiasi tipo di utilità, quindi non ci sono di nessun aiuto.
Detto questo allora che facciamo? Tiriamo una monetina che è meglio? Direi di no.
Qualcosa comunque si può fare, affidarsi alla statistica, insomma utilizzare, per quanto possibile, procedimenti statistici, quindi scientifici, non per avere stime puntuali, ma perlomeno intervalli di confidenza che avranno comunque margini di errore, come tutte le previsioni scientifiche.
Certo, arriva un downgrade da S&P, oppure entra un fondo sovrano che vuole investire cinque miliardi di euro in Unicredit e tutte le tue belle analisi statistiche vanno a farsi benedire, però questo è inevitabile, quindi dovremmo accettarlo.
Tutto questo lungo discorso per dire che stabilire quanto possa valere Unicredit, sia impresa veramente ardua, soprattutto perché un’operazione di aumento di capitale così imponente rende ancor maggiore il margine di errore.
Eppure quante persone mi chiedono “come devo comportarmi riguardo ai diritti?”, oppure “dopo l’adc quanto varrà Unicredit?” ed ancora “il prezzo potrà scendere sotto 1,943?”.
Ebbene ho sempre risposto in maniera corretta e professionale, non potendomi sbilanciare proprio per i motivi che ho sopra esposto, ma … devo anche dire che i miei ormai giornalieri articoli su Unicredit hanno avuto un successo nel web ben superiore ad ogni mia più ottimistica previsione, per cui, mi sono detto, non posso deludere le migliaia di persone che mi hanno fatto tutti quei complimenti e dimostrata tutta la loro fiducia.
Nei giorni scorsi, quindi, ho cominciato a fare simulazioni, semplici applicazioni di inferenza classica che hanno dato responsi spero attendibili, domani così pubblicherò un articolo che riporterà i risultati ottenuti, ma già da ora, comunque, vi prego di attribuire loro soltanto un valore indicativo, anche se conseguito con procedimenti rigorosi.