" Unicredit, previsioni sulle quotazioni del titolo" di Giancarlo Marcotti
Invitato da più parti a fornire previsioni sulle prossime quotazioni del titolo Unicredit, non mi sottraggo, evito tutte le premesse che andrebbero giudiziosamente fatte ogni volta che si parla di valutazioni future ed entro subito in argomento.
Come noto, ancora in tempi non sospetti (in pieno bufera aumento di capitale), io avevo indicato che la valutazione del titolo Unicredit, almeno nel breve periodo, ed in assenza di fatti imprevisti ed imprevedibili, difficilmente avrebbe superato la quotazione di 4,4 euro. Ebbene visti i livelli raggiunti dal titolo oggi potrei dire che tale previsione si è dimostrata quasi profetica, come infatti è stata raggiunta quella soglia il titolo ha immediatamente ritracciato ed ora “naviga” in una fase laterale attorno a quota 4 euro.
Occorre anche dire che, alla luce delle due importanti novità di questi ultimi due mesi mi sarei atteso quotazioni superiori rispetto a quella attuale, mi riferisco infatti in primis alle operazioni di finanziamento della Bce che hanno portato nelle casse di Piazza Cordusio un importo ancora superiore a quanto incassato dalla mega operazione di aumento di capitale, e secondariamente alla sensibile, e non facilmente prevedibile almeno nella tempistica, riduzione dello spread Btp/Bund avvenuta in concomitanza con un consistente recupero delle quotazioni del mercato obbligazionario e dei titoli di Stato.
Ora, questi due fatti, così eclatanti, a mio avviso avrebbero dovuto far impennare le quotazioni di Unicredit perlomeno sui valori massimi della mia forchetta di previsione (cioè intorno a quota 4,4 euro), invece siamo in questo momento sotto di circa un 10%, quindi su valutazioni che ritengo deludenti.
Naturalmente ora vi aspettate che vi dica cosa stia in questo momento “frenando” le quotazioni del titolo, sapete che non mi sottraggo a queste sollecitazioni e quindi mi espongo.
A mio avviso il mercato “teme” due cose in particolare: il bilancio consuntivo del 2011 con l’eventuale decisione della distribuzione di un microdividendo, ed un possibile ritracciamento generale del mercato a causa delle revisioni al ribasso delle stime sulla crescita economica mondiale ed italiana in particolare.
In effetti questi sono due macigni che incombono minacciosi sugli azionisti Unicredit, la presentazione dei risultati ed il bilancio consolidato del 2011 saranno resi noti solo il prossimo 27 marzo, ma, vista l’ultima trimestrale, il mercato è, forse a ragione, estremamente prudente.
La revisione al ribasso delle stime di crescita mondiale sia per l’anno in corso che per il prossimo, poi, non possono che essere un forte deterrete per gli investimenti nel comparto che potrebbe vedere allargarsi in maniera preoccupante la voce “sofferenze”, vero incubo per i banchieri di qualsiasi latitudine.
Insomma, per concludere, a brevissimo, ossia fino alla comunicazione del bilancio, non vedo un’uscita da questa fase laterale e, di conseguenza, quotazioni ancora inferiori ai 4 euro, con un possibile peggioramento dovuto ad un ritracciamento del mercato mondiale.
Successivamente, è ovvio, che molto dipenderà dai dati del 2011, detto questo, una vera e propria ripresa del titolo non mi sembra imminente e senza dubbio perlomeno spostata dell’ultimo quarto dell’anno, quando tutte le attuali incertezze potranno essere “digerite” dal mercato.