Un nuovo maoismo si fa strada in Cina - di Loretta Napoleoni

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http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgBo Xilai, personaggio popolarissimo in Occidente, ex membro dei vertici del partito comunista ed attualmente in prigione in attesa di essere processato, è stato il primo a lanciare la "moda Maoista". Canti all'alba, incontri di piazza con le bandiere rosse al vento e disciplina ferrea erano diventate le componenti principali della sua campagna politica per entrare nella rosa dei membri del  partito comunista e da lì del governo. Ma chi sta rilanciando in tutta la Cina la filosofia maoista, con un'enfasi particolare nei confronti dell'epurazione costante all'interno del partito di elementi individualisti, è il nuovo leader, Xi Jinping.
Questo è il senso della campagna di purificazione contro i quattro mali della moderna società cinese: formalismo, burocratizzazione, edonismo e stravaganza, di cui Jinping si è fatto promotore.
La mobilizzazione di massa, tanto amata da Mao, ha sempre fatto gola a tutti i leader cinesi perché in fondo l'idea di un leader che guidi il popolo in tutti i campi, dall'etica all'intrattenimento, piace ai cinesi. È però questo uno strumento pericoloso, che può facilmente sfuggire di mano. Una volta infervorate le masse possono facilmente deviare dal percorso prescritto. C'è poi il costo sociale, non indifferente, da tener presente. Dal 1949 fino alla sua morte Mao ha condotto ben sedici campagne di massa, culminate nella rivoluzione culturale. Campagne che hanno umiliato milioni di persone.
La campagna di Jinping non ha però aspirazioni molto alte, in realtà è più che altro l'unica risposta possibile al malcontento popolare. Dato che non è facile rettificare le disuguaglianze economiche e sociali né spostare le lancette del tempo indietro, Xi Jinping riforma il partito, un compito che può realisticamente portare a termine. Per i prossimi 12 mesi tutti i membri dovranno seguire le direttive della campagna di purificazione e lo dovranno fare anche tornando a lavorare accanto alla popolazione, dalle campagne alle fabbriche.
Prima o poi però la nuova leadership dovrà affrontare anche i temi più caldi, quali lo scarto tra i ricchi ed i poveri, tra l'élite al potere e la classe media che fatica a trovare una collocazione propria. Ma come sempre i cinesi non corrono. La riforma del partito è un primo passo, se funziona cementerà il potere di Jinping e legittimerà il suo stile maoista per il futuro.
Fonte: www.caffe.ch

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