Ufficialmente aperta la sfida per la conquista di Impregilo
È ufficialmente aperta la sfida per la conquista di Impregilo. Dopo l'affondo della famiglia Gavio, pronta a salire a ridosso del 30% del gruppo di costruzioni, dalla capitale i Salini sferrano il contrattacco, acquistando un secondo pacchetto del general contractor che li porta oltre la soglia del 15 per cento. Un nuovo blitz in Borsa, simile a quello di fine estate, motivato dalla famiglia romana con l'intenzione di procedere con un'aggregazione "tout court" con la società presieduta da Massimo Ponzellini e guidata da Alberto Rubegni.
Insomma, Impregilo è sotto assedio. E anche in Borsa i titoli sembrano beneficiare del riassetto in corso, con il mercato che scommette sulla possibilità che venga lanciata un'Opa da parte di qualcuno dei protagonisti in campo. Le azioni sono così balzate del 4,7% a 2,39 euro, a fronte di volumi piuttosto sostenuti: sono passati di mano circa 4,86 milioni di pezzi, pari all'1,2 per cento del capitale.
Con un comunicato la famiglia romana ha fatto sapere di aver comprato tra il 5 ottobre e il 20 dicembre 27.719.939 azioni Impregilo. Lo scorso 16 dicembre, inoltre, hanno superato la soglia del 10% e ieri quella del 15%. La partecipazione si attesta pertanto a 60.430.000 azioni ordinarie, pari al 15,015% del capitale con diritto di voto. I costruttori di Via della Dataria confermano, quindi, «la natura strategica dell'investimento, che si inquadra in un progetto di aggregazione volto alla creazione di un grande gruppo europeo tutto italiano che possa meglio competere in ambito internazionale».
La contromossa arriva a due settimane esatte dalla presentazione dell'offerta da parte dei Gavio, attraverso Argo Finanziaria, ai gruppi Ligresti e Benetton, entrambi suoi soci in Igli, la società che ha il 29,8% del gruppo di costruzioni. Obiettivo della famiglia piemontese è rilevare le rispettive quote: inizialmente sul piatto erano stati messi 3 euro per azione ma poi, nei giorni scorsi, la posta sarebbe stata alzata a 3,6 euro.
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Nicola Capodanno