Troppo tardi, Angela
Un segno di buona volontà, un simbolo, un gesto. Da diversi giorni la stampa tedesca definisce la visita della cancelliera ad Atene come un'iniziativa amichevole. Ma questo viaggio è troppo poco e arriva troppo tardi.
Nils Minkmar
Un segno di buona volontà, un simbolo, un gesto. Da diversi giorni la stampa tedesca definisce la visita del cancelliere ad Atene come un'iniziativa amichevole. Ma per la Frankfurter Allgemeine Zeitung questo viaggio è troppo poco e arriva troppo tardi.
Atene, mezzogiorno e mezzo. I cavalli fanno fatica a stare fermi. Un fastidioso vento laterale disturbava la cancelliera e ha rovinato le foto. Come se Eolo si fosse divertito ad aprire il suo sacco con i venti più impetuosi.
Eppure si trattava di una visita importantissima, ripresa in diretta dalla televisione, qualcosa che faceva pensare all'atterraggio di Sadat in Israele o di Nixon in Cina. Un'intensità drammatica sorprendente e probabilmente eccessiva.
Peccato che questo viaggio arrivi così tardi. Al momento di stringere le mani sulla pista di atterraggio, la cancelliera sembrava comunque contenta di ritrovare un volto noto: "I remember", la si è sentita bisbigliare. All'appuntamento era presente l'intero esecutivo, compreso il primo ministro, e tutti insieme formavano sulla pista una sorta di drappello d'onore. Un'accoglienza che sembrava legata più al clima di panico che a ragioni protocollari. Il commentatore greco ha detto sulla Phoenix [la rete di informazione tedesca]: "Credo che l'unico che abbia avuto un trattamento del genere sia stato de Gaulle".
Da tempo Angela Merkel e i greci sono presi in una vera e propria saga sentimentale, e ieri sembrava giunto il momento della terapia di coppia. Durante la conferenza stampa la cancelliera si è ben guardata dal ricorrere agli strumenti di comunicazione così cari ai greci come la metafora, il simbolo o il mito. Se si fosse trattato di una perdita d'acqua in un garage, Merkel non si sarebbe espressa diversamente. In compenso guardava il suo vicino, Antonis Samaras, come se dovesse esplodere da un momento all'altro.
Il discorso paradossale è quindi continuato: i contribuenti tedeschi mettono delle somme enormi a disposizione dei greci, ma non si vede alcuno sforzo di comunicazione. Angela Merkel avrebbe potuto celebrare la volontà dei greci di prendere in mano il loro destino e di bloccare la corruzione e il clientelismo.
Invece, al di là delle parole ufficiali, il discorso che abbiamo ascoltato è il seguente: "Abbiamo ottenuto molto, qualcosa che è stato molto duro per la popolazione del vostro paese!" Dopo, la cancelliera ha constatato con orgoglio che la Germania è "il partner della Grecia nei momenti difficili". Insistendo sul fatto che questi momenti difficili sono anche molto scivolosi.
Insomma, abbiamo assistito a una lezione di pragmatismo protestante: prima il confronto, poi il supplizio. Avremmo invece preferito sentir dire: con il denaro che vi abbiamo prestato ci avete comprato dei carri armati Leopard e degli aeroporti di cui non avevate bisogno, mentre da tempo eravate i clienti perfetti per Peter Zwegat [conduttore di un reality tedesco intitolato "Uscire dal debito"] – e adesso che questa follia finisce, siamo ovviamente al vostro fianco per sostenervi.
Ci sarebbero stati altri mezzi per lottare contro la crisi greca senza ricorrere all'umiliazione, ma nessuno si è preoccupato di cercarli. Questa visita è ben poca cosa e arriva troppo tardi. ( Fonte: www.presseurop.eu)
Traduzione di Andrea De Ritis