Tremonti: conti a posto, ora bisogna spingere la crescita
Ora l'Italia deve e vuole crescere di più. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, indica le prospettive che ha innanzi a sè il Paese. «Adesso si apre una fase diversa: tenere i conti pubblici ma anche ragionare sulla crescita», dice in conferenza stampa a Palazzo Chigi con il premier Silvio Berlusconi. Fianco a fianco Berlusconi e Tremonti colgono l'occasione della firma per la proroga della moratoria dei debiti delle Pmi per parlare di Italia e crescita, scambiandosi più volte la parola.
«Ora – dice il titolare del Tesoro – possiamo guardare con maggiore respiro» al lato dello sviluppo economico. Già oggi – fa sapere – prenderà il via, con gli altri ministri interessati, un tavolo ad hoc, al Tesoro: «Cominciamo a ragionare, a lavorare; andiamo avanti verso l'obiettivo di aprile», quando sarà presentato a Bruxelles il piano per la crescita. Un appuntamento che segue l'avvio del Consiglio dei ministri ad un pacchetto di norme per il rilancio della competitività e per lo sviluppo, con una serie di misure semplificatorie che vanno dai contratti pubblici alla riqualificazione urbana e agli immobili di interesse culturale.
Intanto, dice Berlusconi, con l'azione del governo, «siamo saliti di colpo al secondo posto in Europa dopo la Germania». Il premier evidenzia il «continuo lavoro» del governo per «tenere sotto controllo il bilancio dello Stato» e aver mantenuto «la pace sociale».
Tremonti sottolinea come la disoccupazione italiana sia al di «sotto della media europea» e i numeri «straordinariamente positivi» sulle nuove imprese. Rivendica di essere «orgogliosi» per aver fatto «spesa pubblica selettivamente, concentrandola sul sociale», con la riforma sugli ammortizzatori. E le pensioni: «la migliore d'Europa», dice il premier. Assicurano che la patrimoniale non si farà «mai».
Tremonti torna a parlare della crisi «prodotta dalle banche e da chi non ha vigilato»: «In Europa – sostiene – c'è stato il grande problema dell'omessa vigilanza sulla finanza privata, a fronte di una giusta vigilanza sulla finanza pubblica». Ma quella davanti è «una fase di prospettiva meno bloccata dalla paura, dalle preoccupazioni sul debito italiano», sottolinea Tremonti, che allo stesso tempo evidenzia da un lato che le migliori "performance" di altri Paesi siano "drogate" dalla finanza e dall'altro come il "problema" Sud pesi sul rilancio dell'economia italiana.
«Cresciamo all'1,1%, perfettamente in linea con le previsioni del governo», afferma il ministro, «meno di altri Paesi? In parte è vero ma – dice – non dimenticate che negli ultimi 10 anni moltissimi Paesi sono cresciuti molto, ma drogati dalla finanza».(n.t.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)