TRADING, L'EGO. IL FRENO AI COMPORTAMENTI RAZIONALI

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

In realtà non è semplice come sembra combattere i comportamenti irrazionali perché bisogna considerare l'ego presente all'interno di tutti i trader che frena i comportamenti razionali temendo soprattutto che l'azione che si è venduta in forte perdita subito dopo inverta il trend negativo e riparta verso nuovi massimi. In realtà un'eventualità del genere ha probabilità minime di verificarsi e oltretutto questa strategia non è circoscritta alla singola operazione e quindi anche se in un singolo caso dovesse andare male, complessivamente si rivelerà vincente. Inoltre è importante considerare che se si applicano rigorosamente e tempestivamente gli stop loss sarà praticamente impossibile trovarsi in queste situazioni di titoli in portafoglio in forte perdita.

Sembra allora chiaro che la causa di comportamenti autolesionistici è l'ego che non vuole assolutamente ammettere di avere sbagliato, "inventando" ogni sorta di razionalizzazione per non uscirne traumatizzato. In realtà è proprio l'ego interno uno delle cause maggiori di fallimento dei trader perché offusca la realtà e quindi la verità provocando molti più danni dei manipolatori della Borsa che spesso vengono chiamati in causa. L'Ego non sopporta critiche, neanche quelle che provengono dall'interno, ossia dal nostro stesso Io, coadiuvato dall'evidenza dei fatti, ossia dalle nefaste conseguenze di un irrazionale operare borsistico.

Se viene incalzato con delle critiche, l'Ego comincera' a difendersi con tutti i mezzi disponibili e lo fara' soprattutto adducendo argomentazioni solo in apparenza razionali.

Quando si cercherà di smontare queste pseudo-argomentazioni, si scateneranno all'interno del trader delle forze (chiamate da Freud Resistenzae) che, creando angoscia e disagio, cercheranno in tutti i modi di impedire di superare l'Ego ipertrofico. E quindi, in sintesi, le resistenze tenteranno d'impedire di fare autocritica.

Le piu' frequenti razionalizzazioni, in ambito borsistico sono:
- Ormai si è perso tanto non conviene più vendere
- Decido di non guardare piu' le quotazioni per mettere tutto "in un cassetto" cioè cambiare il profilo temporale dell'investimento, privilegiando il lungo periodo.
- Se vendo quest'azione e ne compro un'altra, chi mi dice che non perda anche con quest'altra? Tanto vale, allora, tenermi quella che ho, anche se non fa altro che perdere.
- Abbandono la gestione dei titoli per un po e al ritorno esaminero' la situazione per decidere il da farsi, con la speranza che nel frattempo le cose si mettano meglio.
- Queste azioni calano perche' sono all'opera i manipolatori, motivi per cui non le vendo.
Dunque, la via giusta per superare queste problematiche di natura psicologica è l'individuazione delle razionalizzazioni ovvero delle argomentazioni che hanno solo l'apparenza della razionalità, a cui l'ego ricorre per avere la meglio sulla ragione (Diceva Sigmund Freud "Dove c'è l'ES ci sarò IO" per spiegare che dove c'era l'ego ci dovrà essere il vero io razionale).

Queste argomentazioni che sembrano troppo teoriche in realtà trovano riscontro nei comportamenti di investimento di molti trader dall'ego ipertrofico che lasciano liquidità immobilizzata su azioni che giorno dopo giorno continuano a perdere senza lasciar nemmeno intravedere segnali di ripresa o che non vendono titoli in forte perdita perché fin quando non lo fanno non hanno ancora perduto, ovvero perdono solo se vendono. ( Fonte: www.sostrader.it)

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