" Tasso di disoccupazione all'8,5% a ottobre" di Arturo Portentino

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.atuttadestra.net/wp-content/uploads/2011/01/giovani.jpgOccupazione ferma, disoccupazione in aumento, inattivi in calo e giovani senza lavoro ancora al top: sono questi in sintesi i risultati della rilevazione dell'Istat su occupati e disoccupati a ottobre che segnala anche come il livello di occupazione invariato rispetto a settembre sia il risultato di un calo dell'occupazione maschile (-69.000 unità) e un aumento di quella femminile (+76.000 unità). «Temo che il 2012 si apra all'insegna di una caduta verticale dell'occupazione nel Paese», è il grido d'allarme del segretario della Cgil, Susanna Camusso, mentre il leader della Uil, Luigi Angeletti, vede la perdita di "migliaia di posti di lavoro". A ottobre gli occupati erano 22.913.000, un livello sostanzialmente invariato rispetto a settembre e in lieve aumento (+0,2% pari a 53.000 unità) rispetto a ottobre 2010. Il tasso di occupazione è al 56,9%, stabile su settembre e in aumento di 0,1 punti su ottobre 2010. Ma se l'occupazione è ferma cresce l'esercito dei senza lavoro (si riduce, infatti, la schiera degli inattivi tra i 15 e i 64 anni di 60.000 unità): nel mese i disoccupati erano 2.134.000 e il tasso di disoccupazione si è attestato sull'8,5%, in aumento di 0,2 punti percentuali su settembre e di 0,1 punti su ottobre 2010 fissandosi al livello più alto da maggio 2010. Il tasso di disoccupazione giovanile si è inchiodato al 29,2%, in calo rispetto a settembre (era al 29,4%) ma in aumento di 1,5 punti rispetto a ottobre 2010 (era al 27,7%). Per l'occupazione femminile ottobre è stato un mese positivo con una crescita di 76.000 unità rispetto a settembre (+0,8%) e di 110.000 unità rispetto a ottobre 2010 (+1,2%). Nello stesso mese l'occupazione maschile ha perso 71.000 unità rispetto a settembre (-0,55) e 57.000 unità rispetto a ottobre 2010 (-0,4%). È cresciuta tra gli uomini in modo consistente la disoccupazione (con +71.000 senza lavoro rispetto a settembre lo stock è arrivato a quota 1.160.000) portando il tasso al 7,9%, il più alto da aprile 2010. Per le donne nel mese il tasso di disoccupazione è al 9,4% con 974.000 donne senza lavoro. Il numero di donne disoccupate diminuisce rispetto a settembre (-1,9%) e su base annua (-1,3%). «Anche l'occupazione è in recessione – ha detto il segretario confederale Cgil Fulvio Fammoni – lo è da tempo nonostante fosse stato nascosto dalla propaganda del precedente governo. La realtà richiede tutele straordinarie per il lavoro e interventi per far ripartire la produzione». «Il tasso di disoccupazione è il più alto da oltre un anno – ha affermato il segretario generale aggiunto Cisl, Giorgio Santini – e conferma la situazione molto preoccupante del nostro mercato del lavoro».

La Uil con il segretario confederale Guglielmo Loy definisce allarmante il dato sul tasso dei giovani in cerca di occupazione che, pur in lievissima flessione rispetto al mese precedente, si mantiene oltre il 29%, percentuale più alta a quella che ha caratterizzato il precedente anno. L'Ugl con Nazareno Mollicone sottolinea la situazione «drammatica» dei giovani che sono senza lavoro per il 29,2%.

«L'occupazione femminile raggiunge quota 46,5%, facendo registrare un aumento rispetto allo scorso anno, mentre cala nuovamente la disoccupazione femminile: un numero sempre crescente di donne trovano un lavoro o intraprendono un'attività. Questi dati, diffusi ieri dall'Istat, sono estremamente positivi e lasciano ben sperare per il futuro».

Così Mara Carfagna, deputato Pdl ed ex Ministro per le Pari Opportunità commenta i dati Istat sull'occupazione femminile. «Questa crescita, lenta ma costante – prosegue Carfagna – dimostra che le misure adottate e gli investimenti fatti negli scorsi anni per aumentare l'occupazione femminile, che è ancora troppo bassa e rappresenta un freno all'economia dell'intero Paese, sono stati efficaci. Sono sicura che il nuovo governo saprà proseguire questo lavoro e far crescere ulteriormente la percentuale delle donne che lavorano».

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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