Tassare i capitalisti per frenare le disparità - di Loretta Napoleoni
Il problema della sperequazione dei redditi nel sistema capitalistico è "genetico" oppure è un fenomeno politico? Queste le domande al centro del dibattito sul divaricarsi della forbice del reddito. In un nuovo libro pubblicato in Francia qualche mese fa, "Le capital au XXle siècle", Thomas Piketty, professore alla Scuola di economia di Parigi, spiega che storicamente il sistema capitalista alimenta le diseguaglianze tra reddito di capitale e reddito da lavoro. In fondo è quello che diceva Carlo Marx, ma a differenza degli economisti classici quelli moderni hanno a disposizione serie storiche con le quali provare le loro tesi.
Iniziando dall'anno 1000, Piketty mostra come il reddito da capitale superi quasi sempre il tasso di crescita. Unica eccezione il periodo che va dal 1913 agli anni Settanta. Sei decadi durante le quali in Occidente si è verificato il contrario. Sono questi gli unici anni in cui la sperequazione dei redditi scende. I motivi vanno attribuiti a circostanze economiche e politiche eccezionali, dalla Grande depressione a ben due guerre mondiali, dal processo di decolonizzazione fino al peso politico dei sindacati.
Per evitare la sperequazione dei redditi Piketty propone una tassa progressiva sul reddito da capitale, una sorta di patrimoniale, altrimenti le diseguaglianze diventeranno talmente ampie da minare le fondamenta dello Stato democratico.
I sostenitori dell'effetto a cascata della ricchezza, pilastro della bassa tassazione per i ricchi, sostengono esattamente il contrario e lo fanno usando l'economia londinese. Uno studio appena pubblicato stima a 4 miliardi la spesa annuale dei super ricchi nella capitale britannica. Questa è concentrata in stipendi per il personale, arredamento, spese mediche, assicurazione e prestazioni professionali. La scelta di Londra quale residenza chic dei super ricchi è anche strumentale alla rinascita di alcune zone della citta, l'ultima la centrale energetica di Battersea acquistata con capitali provenienti dalla Malesia.
Il problema di fondo in una metropoli come Londra, letteralmente presa d'assalto dai super ricchi e dai super poveri, i milioni di disoccupati europei, è però un altro, ormai solo i primi possono permettersi di vivere in città. Questa discriminazione non solo cambia la composizione sociale dei quartieri, ma fomenta il risentimento di chi ci lavora senza poterci vivere, proprio come ha predetto il professor Piketty.