Tagli al personale in arrivo per HSBC
È stato annunciato ieri a Londra il piano di HSBC per contenere i costi. Si tratta di una mossa obbligata, visti i risultati della trimestrale. Ma l'opinione pubblica non potrà che vederla con preoccupazione: sembra infatti – secondo quanto riporta il quotidiano Guardian – che la “revisione strategica” si traduca in tagli al personale.
Nel primo trimestre di quest'anno, l'impennata dei ricavi netti (saliti a quota 4,153 miliardi di dollari con un balzo in avanti del 58% in un anno) è stata vanificata dall'aumento dei costi. Questi hanno raggiunto un rapporto del 60,9% rispetto ai ricavi: un anno fa era del 49,6%. Il Ceo Stuart Gulliver si è impegnato ad una riduzione delle spese pari a 3,5 miliardi di dollari in tre anni; il che riporterebbe fra il 48 e il 52% il rapporto costi-ricavi.
Per ottenere risparmi così consistenti non basta certo intervenire sulle spese accessorie. La prospettiva, dunque, è quella di uscire da interi rami di attività. Gulliver è stato lapidario: «Storicamente, abbiamo tentato di fare tutto e ovunque. Ora non sarà più così». È evidente il riferimento all'abbandono del mercato retail in Russia, dopo soli due anni di attività. Episodio destinato a non rimanere isolato. Ogni comparto sarà sottoposto ad un'attenta analisi di costi, profitti e opportunità di crescita. Ed è prevedibile che ciò si traduca in una cernita degli Stati (fra i 61 in cui HSBC è presente a livello retail) in cui varrà la pena di portare avanti quest'attività. Si è fatto riferimento, inoltre, ad una revisione strategica del business delle carte di credito e delle filiali negli Stati Uniti; il che, in altre parole, fa presagire una vendita.
Gulliver è stato altrettanto lapidario quando gli è stato chiesto quale sarà l'impatto delle sue nuove politiche sullo staff (che ora, a livello globale, ammonta a 296 mila unità). Un taglio al personale, ha affermato, sarà «inevitabile». Non ha fornito ulteriori dettagli in merito. E non ha fatto cenno alla possibilità di ridurre i bonus (proprio il Ceo nel 2010 ha intascato 13,3 milioni). Anzi: ha specificato che, soprattutto nei mercati emergenti dell'Asia, gli stipendi milionari continueranno ad essere il mezzo per attirare i migliori dirigenti. ( Fonte: www.valori.it)