" Svizzeri e Francesi sono ai ferri corti " di Franco Zantonelli

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://new.caffe.ch/media/2013/01/19161_3_medium.jpg"Avete notato, in Svizzera, degli atteggiamenti ostili ai frontalieri? In quel caso fatecelo sapere". L'annuncio, comparso lunedì 7 gennaio, sul sito del quotidiano Le Monde, è rivolto ai circa 137 mila frontalieri francesi, che lavorano nella Confederazione. Il giornale vuol sapere, in sostanza, come vivono, i propri concittadini, le "campagne anti-frontalieri condotte, regolarmente, a Ginevra, dall'Mcg, il Mouvement Citoyen Genevois". Esattamente come la Lega e l'Udc, in Ticino, il Movimento dei cittadini ha costruito buona parte della propria fortuna politica denunciando l'eccessiva presenza di lavoratori, provenienti da oltre confine, a Ginevra e dintorni.
Alle ultime elezioni cantonali, nel 2009, l'Mcg è diventato, con 17 seggi, il secondo partito in Gran Consiglio mentre, alle federali del 2011, è riuscito ad eleggere un proprio rappresentante, Mauro Poggia, in Consiglio nazionale.
"È sempre possibile lanciare sondaggi del genere, avendo la certezza che, tra i tantissimi frontalieri, ne troverete sicuramente qualcuno disponibile ad attribuire, alla xenofobia, comportamenti di tutt'altra natura", ribatte Poggia all'iniziativa di Le Monde.
"Anche noi, allora - rilancia - potremmo chiedere agli svizzeri, soprattutto a quelli con un capo del personale francese, di testimoniare su eventuali trattamenti discriminatori, nei confronti di residenti ginevrini".
"In realtà Le Monde - rincara Poggia - dovrebbe organizzare un sondaggio, per scoprire cosa pensano i francesi degli svizzeri. Ne verrebbe fuori un gran senso di superiorità, quando invece, i nostri vicini, hanno tutto da invidiarci".
Ma, davvero, a Ginevra, i lavoratori locali sono discriminati, rispetto ai frontalieri, come afferma il Mouvement Citoyen Genevois? "Assolutamente no, in realtà il mercato del lavoro favorisce i residenti", il risultato di uno studio dell'economista Yves Flückiger.
"Sarà anche vero, resta il fatto che, su 280 mila lavoratori, solo a Ginevra i frontalieri sono 80 mila", replica, per nulla convinto, il presidente dell'Mcg ginevrino, Roger Golay. Fatto sta che, come ha titolato, di recente, il quotidiano Le Temps, "sulle Alpi, dei nomadi precari, consentono alle stazioni invernali di funzionare". Si tratta di stagionali e frontalieri francesi che, solo a Verbier, costituiscono il 95 per cento del personale addetto agli impianti di risalita e impiegato nei ristoranti. Gente che guadagna, spesso, sui 3000 franchi al mese, che possono anche essere tanti, in Francia, ma che in Svizzera sono inferiori al salario minimo garantito, di 4000 franchi, rivendicato dal sindacato Unia, con un'iniziativa popolare. "Nessuno, certamente non il Mouvement Citoyen Genevois - puntualizza Poggia - sottovaluta il contributo dei frontalieri alla nostra economia. Tuttavia da lì a sostenere che fanno i lavori rifiutati dagli svizzeri ce ne passa. Va detto, inoltre, che se noi vogliamo mantenere il tasso di disoccupazione ai livelli attuali, dobbiamo favorire l'impiego di manodopera elvetica, ogni volta che ciò sia possibile".
Insomma il 2013, per quanto riguarda i rapporti tra Francia e Svizzera, non poteva iniziare peggio. Prima la decisione di Parigi di abolire, unilateralmente, l'accordo di doppia imposizione, adesso la provocazione giornalistica di Le Monde sui frontalieri. Finirà, hanno già minacciato alcuni deputati infuriati, tra cui il presidente del Ppd, Darbellay, che si deciderà di tassare i frontalieri, direttamente, alla fonte. Con una notevole diminuzione dell'entità dei ristorni, agli enti locali francesi. Non siamo al blocco, deciso a suo tempo dal Canton Ticino, ma poco ci manca.
Fonte: www.caffe.ch

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