Svizzera, in arrivo una legge sulle “too big to fail”

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201104/banche_svizzere.jpgÈ ben noto il ruolo dominante dei colossi bancari nel sistema economico svizzero. Ma la crisi finanziaria ha insegnato qualcosa: perciò il governo ha presentato al parlamento un disegno di legge che mira a “mettere al sicuro” l'intera economia statale in caso di collasso di una grande banca. Ponendo in chiaro un fattore: i contribuenti non sono investitori di UBS o Credit Suisse. Quindi non devono intervenire di tasca propria in situazioni d'emergenza. Com'è successo, di fatto, nel 2008, quando il salvataggio di UBS è costato 6 miliardi di franchi alla Confederazione e 62 miliardi alla Banca Nazionale Svizzera.

 

La nuova legge, stando ai promotori, dovrebbe porre un freno alla “tacita garanzia statale per le grandi banche”. UBS e Credit Suisse dovranno rendere note le strategie per liquidare parte delle proprie operazioni al verificarsi di una crisi. Si ipotizza inoltre di imporre la separazione delle attività retail da quelle a maggior livello di rischio. E di riconsiderare attività pericolose come la cartolarizzazione dei crediti. I requisiti di capitale imposti a livello nazionale potrebbero essere ben più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla Basilea III. Le banche svizzere infatti dovranno detenere almeno il 19% di asset “sicuri” (al 10% common equity). Mentre per Basilea è sufficiente un Tier-1 ratio del 10,5%, composto al 7% da common equity.

 

Il disegno di legge sarà dibattuto nella sessione estiva e potrebbe entrare in vigore già l'anno prossimo. Salvo l'intervento – più che plausibile – dell'opposizione. I portavoce di UBS hanno già fatto presente che gli istituti di credito elvetici potrebbero ritrovarsi in una situazione di svantaggio competitivo rispetto ai loro omologhi negli altri Paesi. Minacciando, neanche troppo velatamente, di trasferirsi altrove. «Anche con le nuove leggi, non so dove UBS possa trovare condizioni migliori», ha subito replicato il ministro delle Finanze Eveline Widmer-Schlumpf. Per la quale la maggior stabilità nazionale in caso di crisi potrebbe perfino attirare nuovi investimenti. Credit Suisse, prima di rilasciare dichiarazioni, preferisce prendere tempo per analizzare la legge. ( Fonte: www.valori.it)

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