Svizzera: Ecco il boom di " società bucalettere" - di Mauro Spignesi
Dentro non c'è nulla. Né macchinari, né personale e neppure management. Eppure fanno affari, muovono capitali, registrano fatturazioni spesso milionarie. Ma non hanno nulla. A parte una targhetta. Eppure sono migliaia. In Ticino, che figura al quarto posto in una classifica nazionale elaborata dalla dalla Orel Füssli per conto del Tages Anzeiger, si calcola che le cosiddette " società bucalettere" siano poco più del 20 per delle 32.776 ditte iscritte al Registro di commercio. Al primo posto della lista, ma questo era noto, c'è Zugo, al secondo Glarona e al terzo Ginevra.
Le "società bucalettere" sono come fantasmi. Fantasmi soprattutto per l'erario. "Da noi hanno soltanto la domiciliazione. Un punto d'appoggio perché in molti casi pure la sede legale è lontana, a Panama o alle Cayman", spiega l'avvocato ed ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi, che recentemente ha ricevuto una laurea honoris causa proprio per il suo impegno sul fronte della lotta al riciclaggio. "E ormai - nota Bernasconi - non c'è più uno scandalo in Italia, che non finisca qui da noi in Ticino, grazie anche a queste società alimentate da un sottobosco che andrebbe al più presto estirpato con decisione da leggi finalmente adeguate".
Tra vuoti legislativi, norme sfuggenti, scappatoie, spesso è davvero difficile inseguire lo scorrere dei soldi che si perdono in mille rivoli. "Ma in questo non c'è nulla di nuovo. Nel mio lavoro ho incontrato tantissime società bucalettere svizzere, soprattutto a costellazione di grandi aziende internazionali accusate d'aver evaso il fisco", spiega Gian Gaetano Bellavia, presidente della commissione antiriciclaggio dell'Ordine dei commercialisti di Milano e consulente di diverse Procure italiane: "Però va aggiunto un altro aspetto della vicenda. E che non riguarda soltanto la Svizzera. Le più grandi giurisdizioni internazionali off shore sono la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, che pure spesso gridano allo scandalo contro gli evasori. Nelle isole britanniche, nel Delaware e in Nevada si possono costituire società senza pagare imposta, senza depositare alun bilancio e senza alcun obbligo. A condizione che non ci sia alcuna operatività sul territorio. E allora l'operativà e i conti passano, in questo caso sì, per la Svizzera, attraverso le bucalettere, o per altre piazze finanziarie". Operazioni che vengono compiute nella consapevolezza dei gravi rischi che si corrono.
Nella classifica stilata dalla Orel Füssli, usando dati ufficiali, emerge anche che la concentrazione di "società bucalettere" - in rapporto al numero totale - sta a Ginevra e Zurigo piuttosto che a Svitto e Obvaldo. E questo perché la imprese che hanno necessità di queste società fittizzie tengono conto non soltanto dell'aliquota d'imposta, ma anche di altri sgravi e delle strutture in cui si appoggiano, per sistemare la loro targhetta. Che spesso, troppo spesso, sono i "retrobottega" traffaldini di cui le piazze finanziarie potrebbero fare tranquillamente a meno.
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