Spagna, quattro cajas chiedono aiuto allo Stato
Quattro casse di risparmio spagnole hanno domandato un aiuto pubblico, nell’ambito delle operazioni attraverso le quali mirano a ricapitalizzarsi.
Si tratta di una notizia che allunga una nuova ombra sul sistema bancario spagnolo, da anni ormai in condizioni di difficoltà. E può tranquillizzare solamente in parte il fatto che i quattro istituti di credito in questione rappresentino l’8% degli asset complessivi del settore.
Il governo ha infatti imposto dei ratio di capitalizzazione più alti per le cajas, proprio in ragione delle loro difficoltà. Esse hanno tempo fino a settembre per reperire la liquidità di cui necessitano, privilegiando i capitali privati. Ma, qualora non riuscissero nell’intento, le casse hanno facoltà di chiedere un intervento statale. Un’extrema ratio che, a questo punto, pare debba necessariamente concretizzarsi.
La stessa Banca di Spagna aveva indicato che 13 gruppi locali hanno bisogno di irrobustire i propri livelli di liquidità, per un totale di oltre 17 miliardi di euro.
Le quattro casse che hanno chiesto un aiuto pubblico, Caja Mediterraneo (CAM), Unnim, CatalunyaCaixa e Novacaixagalicia, dovrebbero avere bisogno in tutto di 7,7 miliardi.
Sempre secondo la banca centrale «il restante 92% del comparto non necessiterà di capitali addizionali, e comunque è in grado di ricorrere ai privati. Due divisioni controllate da istituti stranieri (Barclays e Deutsche Bank) sono state ricapitalizzate dalle case madri, mentre altre due banche che sono state nazionalizzate (Bankinter e Bankpyme) hanno deciso di emettere strumenti contabili per ottenere la liquidità necessaria».
Infine, altre quattro cajas - Bankia, Banca Civica, Mare Nostrum, Effibank - hanno tentato l’ingresso in Borsa, mentre un ultima cassa di risparmio si è unificata con una che godeva di uno stato di salute migliore: si tratta di Caja Duero-Espana, che si è fusa con Unicaja.
( Fonte: www.valori.it)