S&P: non sono esclusi altri interventi di salvataggio per le banche
Con il Dodd-Frank Act, approvato quasi un anno fa, il governo statunitense ha inteso porre fine all'epoca delle “too big to fail”, mettendo in atto una serie di misure per scongiurare l'eventualità di altri interventi statali a sostegno delle banche.
Norme che vanno da un maggior potere per i regolatori di cessare le attività dei colossi finanziari, all'obbligo per le società di stilare i “living wills” con cui elaborano le strategie di gestione delle crisi. Ma, a quanto afferma una relazione di Standard & Poor's resa nota giovedì, tutto ciò potrebbe non bastare.
“Riteniamo – si legge nelle pagine del rapporto – che in future circostanze di crisi possano rivelarsi necessari degli emendamenti, oppure dei cambiamenti radicali, alla normativa attuale, soprattutto se il governo dovrà affrontare una congiuntura in grado di incidere sull'economia reale e sulla qualità della vita dei cittadini”. In sintesi, a detta dell'agenzia di rating, l'intento del Dodd-Frank Act è chiaro: ma le eccezioni non sono da escludere.
Tale rapporto in parte ribalta la visione di Moody's, che aveva aperto la possibilità di abbassare le valutazioni di alcune banche, partendo dal presupposto che - in circostanze critiche - il governo non avrebbe più avuto la facoltà di intervenire in loro soccorso.
( Fonte: www.valori.it)