" Se fossi Berlusconi... Mettiamoci nei suoi panni per capirne la strategia" di Dom Serafini

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilmoderatore.it/wp-content/uploads/2012/09/berlusconi.jpgLe elezioni politiche si avvicinano e le scommesse su chi vincerà si allontanano. Si dice che i giochi siano fatti e che, per necessità di sopravvivenza, tutti i partiti alla fine sceglieranno un (Mario) Monti Bis. Questo perché i politici possono solo promettere mari e monti ma non tagli e disoccupazione. Queste sono cose che continueranno a lasciar fare a Monti mentre loro, dalle transenne laterali, criticheranno il governo continuando cosí a far finta di essere interessati al benessere dei cittadini.

Allora, ci si chiede, perché i partiti fanno tutto questo fracasso con le primarie, le alleanze, le "liste pulite" (con condannati a soli 4 anni) ed il modello elettorale? Per vari motivi. Prima, per neutralizzare l'effetto Beppe Grillo ed il popolare Movimento 5 Stelle che li vuole tutti rottamati.

Secondo, per accaparrarsi le poltrone. Anche se non sarà al governo, la coalizione (ce ne sarà sicuramente una) di maggioranza farà man bassa di tutte le autorità, associazioni, agenzie, enti e società statali, parastatali e miste. Dopotutto continuano ad esserci figli, figlie, mogli, mariti, amanti, parenti, amici ed amici degli amici da sistemare, senza dimenticare la fila per le pensioni d'oro multiple.

Terzo, per rafforzare i partiti che dipendono da un sistema clientelare. Infatti, questi si sfasciano appena si perde il controllo delle poltrone.

Ma non si possono fare i conti senza l'oste: dagli ultimi 18 anni in Italia tutto dipende da Silvio Berlusconi, che continuerà a dettare legge semplicemente perché non può più uscirsene dalla politica, ne va della sua salute, della sua libertà e dei suoi affari.

Mettiamoci allora nei panni di Berlusconi per capire la strategia da seguire. A prima vista si presenta una situazione win-win. Vince se va all'opposizione, così potrebbe far ricadere tutte le colpe sulla maggioranza che sostiene il Monti Bis e quindi vincere le politiche che seguiranno.

Vince anche se ottiene una maggioranza risicata per riprendere così le poltrone e meglio ricompattare il partito, dividendo abilmente le responsabilità del Monti Bis con l'opposizione.La strategia serve solo per trovare il giusto equilibrio; per farlo ha quattro gruppi di politici a disposizione: gli ex-An, oggi senza una casa; la Lega, ancora frastornata dagli scandali; il Pdl, oggi diviso; e quelli del suo nuovo partito.

La creazione di un nuovo partito (anche se con personaggi "impresentabili") permette un'ulteriore frammentazione dell'elettorato (per meglio soddisfare le diverse ideologie e raccogliere gli insoddisfatti) di centro-destra da ricompattare poi in fase di coalizione post-elettorale. Anche se alle urne ciascuno di questi gruppi perdesse, ottenendo in media un misero 8% (comunque sopra la quota di sbarramento), significherebbe il 32% a livello di coalizione; cosa che non potrebbe ottenere con il solo Pdl ora a quota 15% (e, in questo caso premiando l'Udc di Pierferdinando Casini ed il Fli di Gianfranco Fini).

Assumendo che Grillo prenda il 19% e la coalizione del Pd il 40%, Berlusconi potrà continuare indisturbato a fare il brutto ed il cattivo tempo in Italia, considerando che, a quanto sembra, si é anche creato un alleato in seno al Pd nella figura del sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Poi, se la soglia per il premio di maggioranza verrà confermato al 42,5%, nessuno sarà in grado di ottenere una maggioranza rilevante.

Eccetto che per una vittoria schiacciante di Grillo, Berlusconi non ha un "downside" davanti a sé.

 Fonte: www.americaoggi.info

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