Editoria. Indagati Verdini e altri 24 per truffa allo Stato

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/Editoria_1355201965.jpgLa procura di Firenze ha fatto notificare negli ultimi giorni, tramite il Ros dei carabinieri, 25 inviti a comparire ad indagati accusati di truffa aggravata allo Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche dai fondi per l'editoria presso il Dipartimento di Informazione ed editoria alla Presidenza del Consiglio. In base agli inviti, che valgono come informazione di garanzia, i 25 indagati - tra i quali il coordinatore del Pdl Denis Verdini, il deputato Massimo Parisi (Pdl), imprenditori ed editori - dovranno presentarsi il prossimo 24 dicembre, vigilia di Natale, negli uffici della procura per essere interrogati dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e dai sostituti Luca Turco e Giuseppina Mione. L'inchiesta riguarda i finanziamenti erogati dal 2002 al 2011 al gruppo editoriale facente capo a Verdini, in particolare alle società editrici de Il Giornale della Toscana, venduto in abbinamento a Il Giornale fino alla cessazione delle pubblicazioni l'ottobre scorso, e delle testate Metropoli Day e Il Cittadino.

L'indagine è nata nel 2011, anche grazie alle investigazioni sulla banca di cui Verdini è stato presidente venti anni, il Credito Cooperativo Fiorentino, poi chiuso e messo in liquidazione. L'invito a comparire è stato deciso "al solo fine di interrompere la prescrizione", come si legge nell'atto datato 6 dicembre 2012. Secondo i pm, dall'inchiesta emerge una truffa allo Stato per complessivi 24,3 milioni di euro: 12,5 mln di euro girati su Il Giornale della Toscana; 10 mln di euro per la testata fiorentina Metropoli Day; 1,8 mln per Il Cittadino di Siena. Comunque, nonostante i finanziamenti statali, questi giornali hanno via via cessato le pubblicazioni.

Quindi per la procura, il gruppo editoriale, di cui l'on.Verdini viene considerato ‘dominus' - e di cui nel tempo è stato promotore, animatore e finanziatore -, ha ricevuto per anni i fondi per l'editoria senza avere i requisiti tra cui quello necessario che le testate fossero edite da una cooperativa giornalistica o da un ente senza scopo di lucro.

Oggi gli inquirenti definiscono "palesemente fittizia" la natura cooperativa della società Nuova editoriale cooperativa a responsabilità limitata, socia di maggioranza della srl Società Toscana di Edizioni (Ste), editrice de Il Giornale della Toscana. Fittizia, viene spiegato, anche perché i soci - che compaiono nella lista degli indagati - non prestavano attività lavorativa dipendente o autonoma nella testata, né partecipavano alla gestione.

Secondo i pm la nascita di questa coop fu finanziata dal costruttore pratese Roberto Bartolomei, che è tra gli indagati, insieme a Verdini proprio per avere voluto creare una cooperativa di controllo della Ste srl, tale da essere idonea a recepire fondi dello Stato in quanto coop. Così, dicono gli inquirenti, la cooperativa ‘fittizia' Nuova Editoriale ha chiesto i contributi al Dipartimento per l'editoria presso la Presidenza del Consiglio inducendolo in errore e ottenendo i fondi dal 2002 al 2009. Mentre per il 2010 e il 2011, benché sia stata fatta domanda, i soldi non sono stati erogati. Analogamente lo stesso schema - così ricostruisce l'accusa - sarebbe stato usato per favorire le editrici delle altre testate - Metropoli Day e Il Cittadino - passate al vaglio degli inquirenti. Secondo l'accusa, l'on. Parisi, coordinatore in Toscana del Pdl, sarebbe stato ideatore e pianificatore delle operazioni insieme a Verdini; tra gli indagati, inoltre, figurano gli imprenditori Girolamo Strozzi e Pierluigi Picerno; gli editori Fabrizio Nucci e Duccio Rugani, i revisori dei conti e i soci, considerati ‘fittizi' dalla procura. L'inchiesta negli ultimi mesi si è arricchita di elementi in più fra cui le testimonianze raccolte dalla polizia giudiziaria dai giornalisti che lavoravano nelle testate del gruppo editoriale di cui gli inquirenti considerano Verdini amministratore di fatto.

"E' gravissimo - ha commentato Denis Verdini - che proprio nei giorni in cui sembra aprirsi la campagna elettorale, la Procura fornisca alla stampa informazioni vecchie di almeno un anno spacciandole per nuove", mentre "tutto è avvenuto nel pieno rispetto della legge: al contrario, personalmente ho investito milioni di euro per il sostentamento del quotidiano da me fondato.

I magistrati - ha aggiunto - hanno interpretato a loro modo norme chiarissime che il sottoscritto e quanti hanno investito nel giornale hanno rispettato fino in fondo, usando alla lettere gli stessi criteri adottati da tutti coloro che hanno pubblicato quotidiani a contributo statale. Dopo aver assistito al mio processo mediatico e alla mia demonizzazione senza la minima possibilità di difesa, aspetto con serenità e anche con impazienza il processo vero, quello che si svolge nelle aule di tribunale - ha concluso Verdini - certo che in quella sede il teorema degli inquirenti sarà travolto e la verità verrà finalmente a galla".

Fonte: www.americaoggi.info

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