" Riassetto Edison, pressing su Tremonti " di Giulio D'Alessandro

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.centraleterni.it/images/centrale.jpgIl riassetto Edison resta appeso al giudizio che ne darà il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. E fino a quando l'inquilino di via XX Settembre, alle prese con l'attacco speculativo all'Italia, non si sarà espresso, i francesi di Edf non intendono siglare alcun accordo.

A chiedere una parola chiara al Tesoro è Giuliano Zuccoli, presidente del consiglio di gestione di A2A, il più importante tra i soci italiani di Edison, che da mesi negozia con Edf per trovare un accordo che metta fine alla infelice coabitazione con in Foro Buonaparte. Edf, ha spiegato, vuole «la benedizione» del governo italiano prima di chiudere il riassetto e dunque l'esecutivo «non può chiamarsi fuori da questa partita. Abbiamo preso atto della posizione ferma di Edf, che – ha affermato Zuccoli – vuole un accordo con il governo italiano prima di andare in avanti nelle trattative».

Edf non intende infatti rivivere le scene dello scorso marzo quando, raggiunto un accordo di massima con A2A, si è vista bocciare l'intesa da Tremonti «in un incontro di mezz'ora» da cui il ceo di Edf, Henri Proglio, si disse allora, uscì molto contrariato. Il termine per un accordo, dopo che a marzo i patti sono stati prorogati di sei mesi, è slittato al 15 settembre. Se non verrà raggiunto i patti di sindacato prevedono un'asta su Foro Buonaparte che vedono il colosso transalpino favorito in forza della sua maggiore forza finanziaria.

L'intesa su cui italiani e francesi sono al lavoro prevede che Edf prenda il controllo di Edison, attraverso lo scioglimento Transalpina di Energia, il veicolo italo-francese da cui Foro Buonaparte è governata, e in cambio ceda asset nella produzione di energia ad A2A e agli altri soci di Delmi, la holding in cui sono riuniti i soci italiani. «Vogliamo un accordo con contenuto industriale e che protegga l'investimento in Edison», ha detto il direttore generale di A2A, Renato Ravanelli.

Tra i punti da definire c'è il valore dell'opzione di vendita che Delmi, in futuro titolare di una quota di minoranza del 30% in Edison, vuol ritagliarsi. Gli italiani vogliono difendere il valore di carico (1,5 euro ad azione) della loro quota per evitare una svalutazione che, ai prezzi di borsa di Edison (0,85 euro), potrebbe arrivare al miliardo mentre Edf ha tutto l'interesse ad ancorare la put alle quotazioni depresse di Piazza Affari. Ma il valore dell'opzione potrebbe condizionare il prezzo dell'opa che, all'esito del riassetto, i francesi, dovranno lanciare sull'intero capitale di Edison.

Ieri intanto A2A ha approvato i conti del semestre: a fronte di una crescita dei ricavi (+6,7% a 3,05 miliardi) e dei risultati industriali, gli utili sono scesi di quasi il 70% a 120 milioni. Sono mancate le maxi-plusvalenze (277 milioni) del primo semestre 2010. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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