RBS, 20 milioni di sterline ai 5 manager più pagati
Non si placano le polemiche, nel Regno Unito, sugli stipendi concessi ai dipendenti di Royal Bank of Scotland. Nei giorni scorsi la stampa inglese aveva comunicato lo stipendio medio dei suoi dipendenti più pagati. Qualche settimana prima, inoltre, il presidente Philip Hampton aveva confermato stipendi milionari per oltre 100 “top bankers” del colosso bancario britannico. Ieri, infine, lo stesso istituto di credito ha reso noto il pagamento complessivo che è stato concordato per i 5 banchieri più pagati, non facenti parte del board: 20 milioni di sterline.
Si tratta di una notizia che non mancherà di suscitare nuove polemiche su un tema, quello delle retribuzioni dei manager bancari, che è ormai da anni all’ordine del giorno nel Regno Unito. In particolare per quanto riguarda quei gruppi che si reggono grazie ai capitali pubblici. Secondo le regole attualmente in vigore in Gran Bretagna - ovvero la norma sulla trasparenza conosciuta come Progetto Merlin - non è obbligatorio rivelare i nominativi dei cinque “top earners”. Ma secondo quanto riportato dal quotidiano Guardian, il primo della speciale classifica dei più ricchi potrebbe essere Ellen Alemany, che opera sul territorio degli Stati Uniti per contro della banca inglese. Avrebbe infatti intascato, tra salario base e premi, circa 6 milioni di sterline (dei quali oltre 4 sarebbero arrivati dai bonus). Insieme ad Alemany, potrebbero figurare ai primi posti anche John Hourican, capo delle divisioni di investment banking, Brian Hartzer, capo dell’area-retail, e Nathan Bostock, che gestisce i rami aziendali destinati ad essere venduti o chiusi.
La banca di Edimburgo ha erogato, in tutto, 375 milioni a 323 suoi lavoratori nel corso del 2010. Il che significa che mediamente ciascuno ha intascato 1,1 milioni. Come se non bastasse, l’amministratore delegato Stephen Hester potrebbe intascare nei prossimi tre anni 7,7 milioni di sterline: 1,2 di salario base, 2 di bonus ed altri 4,5 in premi erogati in azioni (ciò a patto che le condizioni finanziarie del gruppo non peggiorino rispetto alle performance del 2010, sulla cui base sono calcolate tali somme). ( fonte: www.valori.it)