" Rapporto pericoloso tra cibo e finanza" di Loretta Napoleoni
Ci risiamo: salgono i prezzi delle derrate alimentari e riparte la speculazione, o viceversa. Una cosa è certa tra cibo e finanza ormai esiste un rapporto intimo e pericoloso. Questa settimana Oxfam ha denunciato nel suo rapporto mondiale sul cibo gli squilibri e le anomalie dell'industria alimentare, Action Aid ha poi smascherato la corsa delle grandi imprese di bio-energia occidentali per accaparrarsi le terre fertili africane, mettendo a repentaglio la sussistenza di intere regioni ed infine l'Argentina denuncia i presunti loschi affari delle quattro maggiori multinazionali delle derrate alimentari: Cargill, Dreyfus, Bunge e Adm.
Si accusano le quattro sorelle del grano di aver usato paradisi fiscali per evitare di pagare le tasse sulle compravendite da loro gestite. Parliamo di grosse somme: 500 milioni di dollari svaniti in conti cifrati. Il fisco argentino se ne è accorto quando è andato a spulciare i bilanci del 2008, anno in cui i prezzi delle materie prime sono saliti letteralmente alle stelle. Ebbene nessuna di queste società ha riportato guadagni molto superiori rispetto al 2007, anno di magra a causa della crisi finanziaria.
A detta del Guardian, gli argentini stanno anche investigando il presunto utilizzo da parte di Cargill di sussidiarie svizzere e uruguaiane per aggirare il fisco in Argentina. Con le licenze sospese in questo paese da alcuni mesi, Cargill, Dreyfus, Bunge e Adm operano tranquillamente dall'Uruguay. Quindi gli affari continuano!
La globalizzazione rende sempre più difficile regolare i mercati e facilita gli abusi da parte delle grandi imprese, le corporation, ormai in grado di controllare i mercati. La libera concorrenza naturalmente ne soffre. Oxfam ed Action Aid denunciano questo tipo d'ingerenze e mettono in guardia che a causa di questi comportamenti anomali entro il 2030 mangiare costerà il doppio.
Eppure a detta della Fao il pianeta produce abbastanza cibo per sfamare tutti, anche quel miliardo e mezzo che fa la fame. Ciò che non funziona è il modello alimentare del XX secolo, secondo il quale l'agricoltura del futuro ha soltanto bisogno di fertilizzanti, pesticidi, semi geneticamente modificati e costi energetici calmierati. Oggi ci accorgiamo di quanto fragile sia l'equazione del cibo, influenzata dalla cupidigia di Wall Street e dall'avvento dell'energia verde. C'è bisogno di un ripensamento generale e di nuove politiche alimentari e finanziarie. ( Fonte: www.caffe.ch)