PRESTITI BANCARI, LA CINA POTREBBE IMPORRE UN TETTO ANCORA PIU' BASSO
La banca centrale cinese vuole ridurre di circa il 10% il tetto massimo ai nuovi prestiti che possono erogare gli istituti di credito del Paese. Una manovra necessaria per combattere l’inflazione e, soprattutto, il surriscaldamento del settore immobiliare. L’indiscrezione è stata pubblicata ieri dal China Securities Journal, che cita alcune fonti anonime vicine alla Banca del Popolo, secondo le quali l’obiettivo delle autorità è di fissare il nuovo limite tra i 7.200 ed i 7.500 miliardi di yuan (tra 819 e 853 miliardi di euro).
Una notizia che, se confermata, indicherebbe un cambio di direzione per la banca centrale, che inizialmente si era mostrata orientata a non toccare il tetto rispetto al 2010 (quando era stato fissato a 7.500 miliardi). E non sono escluse nuove restrizioni alle attività bancarie, dopo che già venerdì scorso è stato alzato dello 0,5% il ratio di riserve obbligatorie per gli istituti commerciali. Allo studio c’è infatti anche la possibilità di imporre ad alcuni gruppi l’acquisto di titoli di Stato.
L’inflazione, accelerata al 5,1% anno su anno nello scorso mese di novembre, sembra costituire una preoccupazione sempre più grande, dunque, per le autorità di Pechino. Queste ultime, invece, nei mesi scorsi erano sembrate più orientate a non deprimere la crescita economica. ( Fonte: www.valori.it)
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