" Piazza Affari subissata dalle vendite, ora occorre resistere" di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

FotoSketcher - giancarlomarcotti-copia-1Si salva solo Salvatore Ferragamo, per il resto solo ribassi, a cominciare dal comparto bancario, tartassato come un tempo che speravamo passato per sempre.

Un diluvio di vendite, come nelle previsioni, la seduta di ieri aveva alimentato qualche speranza, ma visto l’andamento che aveva avuto Wall Street successivamente alla chiusura delle Piazze europee c’era poco da stare allegri, ed in effetti la giornata è stata pesantissima.

 

Le immagini che arrivano dalla Spagna non alimentano di certo ottimismo, ma a mio avviso sono solo la conseguenza e non l’origine della difficile situazione economica, della Grecia, poi, è meglio non parlarne, da tempo sostengo che lo Stato ellenico è tecnicamente (per non dire di fatto) fallito.

 

Che il “vero” problema dell’Europa sia la Spagna lo sostengo da tempo, nel Paese iberico, infatti, si concentrano tutti i potenziali pericoli per la tenuta dell’euro, intanto, però, più della moneta unica, che ha perso lo 0,38% (a 1,285 contro dollaro) è schizzato alle stelle lo spread (+7,12%) tornato a 375 punti base.

 

Per l’Italia è una notizia terribile, arrivata proprio quando sul differenziale fra Btp e Bund si alimentavano aspettative per un ulteriore riduzione verso quotazioni ritenute più idonee.

 

Ora si parlerà di speculazione, ma semplicemente … è paura!

 

Sul nostro Ftse Mib (-3,29%) si è salvato un solo titolo, si tratta di Salvatore Ferragamo (+0,54%) nel giorno dell’apertura della nuova boutique ad Abu Dhabi, per il resto soltanto segni meno.

 

Tartassati in particolari i titoli bancari, quattro Popolari sul fondo della classifica: Banco Popolare (-6,18%), Ubi Banca (-5,78%), Banca Popolare di Milano (-5,70%) e Bper (-5,25%), ma il resto del comparto non è andato molto meglio, Unicredit (-5,03%), Intesa (-4,68%), Banca MPS (-4,15%) e Mediobanca (-3,87%).

 

Per l’Europa è certamente arrivato il momento di intervenire, e con decisione, alle parole devono ora seguire i fatti.

 

In caduta libera anche Mediolanum (-5,25%) e A2A (-4,72%) arrivata al settimo ribasso consecutivo sempre con prezzo di chiusura inferiore a quello di apertura, insomma la seduta del 13 settembre che aveva registrato il massimo storico per quanto riguarda i volumi doveva essere avvertita come un fortissimo segnale d’allarme!

 

Sette ribassi nelle ultime otto sedute (e l’unico rialzo davvero insignificante) per Stmicroelectronics (-4,21%) ed anche in questo caso sempre con prezzo di chiusura inferiore all’apertura, quindi allarme rosso risuonato più volte!

 

Ed infine citiamo i ribassi di tre “corazzate” del nostro indice principale, come Enel (-3,93%), Fiat (-3,87%) e Generali (-3,81%).

 

Insomma i bei rialzi messi a segno nella prima metà del mese in corso sono stati sperperati in queste ultime sedute, un vero peccato, si sta concludendo questo trimestre con uno storno che speriamo proprio venga prontamente arginato.

 

Affidiamoci quindi a Wall Street, attualmente il Nasdaq sta lasciando sul terreno lo 0,7%, appesantito da Apple tornato su quota 666 dollari (ricordiamo che pochi giorni fa aveva traguardato i 700 $), lo S&P però scende di solo tre decimi di punto e soprattutto il Dow Jones in questo momento è sulla parità.

 

Resistere, resistere, resistere … chi ha pronunciato per primo queste parole non si riferiva ai mercati finanziari, ma le prendiamo a prestito noi, non bisogna mollare questi livelli, in gioco c’è davvero molto.

 

Europa, se ci sei … batti un colpo!

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post