" Piazza Affari. Il segnale è arrivato: giù!" di Giancarlo Marcotti
Dopo tre giornate interlocutorie, susseguenti ad un minitrend ribassista, il mercato era in attesa di una direzionalità, tutti speravamo, in cuor nostro, che potessimo assistere ad una inversione di tendenza, ed invece è arrivato un nuovo storno.
Dopo le due sedute fortemente negative del 5 e 6 luglio oggi purtroppo è arrivata la conferma, ancora due punti percentuali di ribasso per il nostro indice principale che si ritrova di nuovo sotto quota 13.600 punti dopo aver toccato un minimo a 13.500 punti.
Stavolta la seduta è stata quasi “all red” (si è salvata solo A2A (+0,19%)), non è stata questione di “comparti” si è venduto di tutto senza eccezione alcuna.
Sul fondo della classifica Telecom Italia (-6,47%) che in intraday era persino scesa sotto quota 0,7 euro come nei mesi di maggio e giugno che sembravano dimenticati.
Ma si è avuta anche la conferma che il comparto del lusso è ufficialmente entrato nella fase di “sgonfiamento” per non dire che “è scoppiato”, Tod’s (-4,37%), Salvatore Ferragamo (-4,14%) e Luxottica (-3,34%).
Dopo diverse sedute in cui si manifestavano segnali preoccupanti, oggi è arrivato anche il crollo di Diasorin (-4,0%), sceso al limite dei 22 euro.
E poi le banche, Bper (-4,52%), Banco Popolare (-3,94%), Mediobanca (-3,72%), Unicredit (-2,44%), Ubi Banca (-2,20%), Intesa (-1,73%) e Popolare di Milano (-1,70%).
Ma quello che occorre sottolineare, nel calo odierno, è che non possiamo neppure dare la colpa a dati macro negativi, visto che le prime richieste di sussidi alla disoccupazione, negli Usa, sono calate molto più del previsto, arrivando a 350.000 unità, il valore più basso da quattro anni a questa parte!!!
Aggrappiamoci così a questo dato, sperando che il mercato possa riflettere e, magari, ripensarci, già da domani!