" Piazza Affari frenata dalle Banche" di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

FotoSketcher - giancarlomarcotti-copia-1Poco più di due ore di contrattazione ed avevamo già visto il massimo ed il minimo di giornata, partenza molto promettente, segue uno storno abbastanza importante (quasi 300 punti), poi il ritorno sopra la parità ed una serie di “passaggi” sopra e sotto la linea del pareggio fino al fixing.

 

Dagli Usa è arrivato ancora un buon dato dal comparto immobiliare, le vendite di abitazioni esistenti hanno avuto una forte crescita nello scorso mese di agosto (+7,8%) arrivando a 4,82 milioni di unità, un dato che non si riscontrava dal maggio 2010.

 

Nessuna ripercussione sui listini europei che guardano invece con maggior attenzione a questioni interne.

 

Per quanto riguarda Piazza Affari il listino principale è stato nuovamente frenato dal settore bancario anche oggi in difficoltà soprattutto dopo la pubblicazione del Bollettino mensile dell’ABI dal quale apprendiamo che le sofferenze, nell’intero sistema, sono cresciute a luglio di 1 miliardo rispetto al mese precedente, e di 15 miliardi rispetto allo scorso anno (+15,4%).

 

Certo vedere aumentare le sofferenze del 15% l’anno non è proprio una notizia che ci può far stare tranquilli, ma se facciamo di tutto per affossare l’economia il minimo che possiamo attenderci è che poi ci vengano date queste notizie.

 

Lotta fino all’asta di chiusura tra Luxottica (+2,65%) e Fiat (+2,56%) per il titolo di best performer di giornata per quanto riguarda il nostro Ftse Mib (+0,15%) che ritrova di un soffio quota 16.100 punti.

 

Alla fine la spunta l’azienda di Leonardo Del Vecchio che, dopo aver subito il contraccolpo per la vendita del pacchetto azionario ad inizio mese, si sta ora riprendendo dopo aver consolidato quota 27 euro che era il prezzo al quale sono state cedute le azioni.

 

Ma molte bene anche l’azienda del Lingotto che recupera gran parte delle perdite della vigilia, e la somma dei due titoli Fiat è di nuovo superiore alla barriera dei 13 euro, un risultato straordinario per Sergio Marchionne.

 

Continua la sua ascesa Ansaldo (+1,64%) sempre più vicino ai massimi dell’anno, in questo caso, come noto, sono le voci riguardanti importanti cambiamenti nella governance a spingere le quotazioni.

 

Molto buona la giornata per il comparto utilities, bene Snam Rete Gas (+1,29%), Terna (+1,04%) ed Enel (+1,02%) che intende riprendere al più presto la quota di 3 euro.

 

Detto di Autogrill (+0,94%) tornato a salire dopo un paio di battute a vuoto, occorre anche sottolineare la buona performance di Eni (+0,77%) che rimane così su quotazioni decisamente elevate che riportano il titolo a valutazioni “pre-crisi”, ossia al 2008.

 

Purtroppo non ci sono state solo note liete, sul fondo della classifica odierna troviamo Banca MPS (-3,46%) che conferma la pessima intonazione che il titolo sta avendo ormai da sette sedute.

 

Terzo brusco calo anche per Mediaset (-3,05%) nonostante oggi sia arrivata la conferma della rinuncia di un’offerta per LA7, un’operazione che aveva fatto storcere il naso a molti analisti, il risultato però non è cambiato ed il titolo si ritrova ora di nuovo intorno a quota 1,7 euro.

 

Dicevano che oggi era stata una brutta giornata per le banche italiane ed in effetti: Ubi Banca (-2,24%), Mediobanca (-2,22%), Banco Popolare (-1,95%) e BpM (-1,88%).

 

Non è andata meglio a Stmicroelectronics (-2,02%) che non riesce a frenare la caduta, ed a A2A (-1,96%) tornato sotto quota 0,45 euro.

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