Permessi di soggiorno: tasse fino a 200 euro

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.figliefamiglia.it/wp-content/uploads/2011/02/immigrati2.jpgDa un minimo di 80 a un massimo di 200 euro per richiedere o rinnovare il permesso di soggiorno. E' una vera e propria stangata (annunciata, ma non per questo meno amara) quella che incombe sugli immigrati. Che a partire dal prossimo 30 gennaio dovranno fare i conti con la nuova tassa prevista dal decreto del ministero dell'Economia pubblicato sull'ultima Gazzetta ufficiale del 2011.

Premessa doverosa: la crisi che agita il sonno degli italiani, e le contromisure varate dal governo, non c'entrano: il balzello, previsto in uno dei tanti 'pacchetti sicurezza' del governo Berlusconi, non era ancora entrato in vigore. A sbloccarlo ha pensato il decreto firmato lo scorso 6 ottobre dagli allora ministri Tremonti e Maroni. Nel dettaglio, bisognera' sborsare 80 euro per i permessi di soggiorno "di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno", 100 euro per i permessi di soggiorno "di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni" e 200 euro per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo (la cosiddetta 'carta di soggiorno').

La somma, naturalmente, si aggiunge ai 27,50 euro del permesso di soggiorno in formato elettronico e ai 30 del "servizio di accettazione delle istanze sottoposte a bollo". Non sono tenuti a versare la nuova tassa gli stranieri under 18, quelli che entrano nel territorio nazionale per ricevere cure mediche (e i loro accompagnatori), quelli che richiedono il rilascio e il rinnovo del permesso per asilo, richiesta di asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari e quelli che richiedono l'aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno in corso di validita'.

Dove finiscono i soldi cosi incassati? Una meta' andra' a finanziare lo speciale 'Fondo rimpatri' finalizzato a coprire le spese connesse al "rimpatrio dei cittadini stranieri rintracciati in posizione irregolare sul territorio nazionale verso il paese di origine, ovvero di provenienza", l'altra meta' finira' al ministero dell'Interno per le spese di "ordine pubblico e sicurezza" (40%), per gli 'Sportelli unici' (30%) e per l'attuazione dell'Accordo di integrazione previsto dal testo unico sull'immigrazione del '98. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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