Perché agli imprenditori interessa l'esito degli stress test

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://intermarketandmore.finanza.com/files/2010/07/stress-test.jpgDomani alle 17.30, a mercati chiusi, l'Eba l'autorità bancaria europea, renderà pubblici i risultati della seconda tornata di stress test su 91 operatori del credito che, per masse controllate, rappresentano il 65% dell'intero settore a livello europeo. L'Eba è un organo di vigilanza creato a inizio 2011 e vede alla sua guida l'ex Bankitalia Andrea Enria.

Come indica il nome, l'obiettivo è quello di verificare la tenuta patrimoniale di una banca al verificarsi di situazioni estreme. Fra le verifiche di mercato, rientra l'ipotesi di un calo dei corsi azionari del 15%, questo per valutare la capacità di monetizzare velocemente posizioni proprietarie. Fra le verifiche macroeconomiche, troviamo l'ipotesi di un calo dello 0,5% del Pil europeo nel 2011 e dello 0,2% nel 2012. Attualmente, la Bce stima una crescita europea fra l'1,5% e il 2,3% nel 2011 e fra lo 0,6% e il 2,8% per il 2012. Un nuovo criterio introdotto, invece, è quello che prevede un aggravio dell'1,2% dei costi di finanziamento in caso di stress. Questa variabile è stata molto apprezzata dalla comunità degli analisti finanziari.

I risultati degli stress test condotti nel 2010 evidenziarono una sottocapitalizzazione di sette istituti bancari, cinque spagnoli, uno tedesco e uno greco, ma mancarono clamorosamente di evidenziare le criticità del sistema bancario irlandese, il cui collasso fu alla base del ricorso dell'Irlanda ai fondi di sostegno europeo. Questo ha portato a ridefinire in parte i criteri di verifica dello stato di stress. I mercati finanziari stessi, nelle ultime sedute di Borsa, stanno conducendo i propri stress test, verificando la tenuta delle banche italiane. Nella speculazione al ribasso, in questo caso, viene fattorizzata una importante svalutazione dei titoli sovrani detenuti e scontato il ricorso a una ricapitalizzazione come nel caso di Unicredit.

A differenza dei fini nefasti che la speculazione si prefigge, però, gli stress test hanno la funzione di segnalare quegli istituti che in caso di una situazione economica e finanziaria negativa o estrema, sono capitalizzate in misura insufficiente (capitale di primo livello al di sotto del 5%). Questi istituti sarebbero sottoposti a una verifica prudenziale «rafforzata» per evitare un deterioramento inatteso della loro posizione di capitale. Si ipotizzano in tal caso piani di ricapitalizzazione fondati su misure a carico dei privati. Questi prevedono l'utilizzo di capitale generato dalla banca (utili non distribuiti) ma anche sottoscrizione da parte di nuove azioni ordinarie o strumenti ibridi di qualità, oltre a cessioni di vario tipo. Si ipotizzano, inoltre, piani di ristrutturazione promossi dagli Stati stessi.

In questo contesto, il nodo di cruciale interesse per gli imprenditori italiani principalmente attivi nel segmento della piccola e media impresa, è la capacità delle banche di continuare e semmai aumentare l'erogazione del credito.

Autore: Fedoro. Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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