Per uscire dall'euro l'Italia deve uscire dall'Ue - di Yuri Serafini *

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts2.mm.bing.net/th?id=H.4971356817064857&pid=15.1Leggiamo ed ascoltiamo spesso come Silvio Berlusconi voglia far uscire l'Italia dall'euro. Stessa cosa dice Beppe Grillo. A suggerirlo è anche l'aspirante cancelliere tedesco Peer Steinbrück. In un modo o nell'altro questi politici tendono ad attribuire all'euro la perdita della sovranità monetaria e, con questo, l'incapacità di sventolare la bacchetta magica della svalutazione monetaria (che poi è una cura superficiale e temporanea).   

Questi discorsi, comunque, sono da considerarsi pura demagogia, in quanto si ignora il fatto che l'Italia non ha la sovranità monetaria dal 1981. Da quando infatti fu operativo un piano, già approvato nel 1979, che stabiliva come quasi tutte le monete europee nell'area Comunità Europea non potevano fluttuare più del 2,25% da un valore prestabilito, chiamato Ecu (European Currency Unit o Unità di Conto Europeo). Tutte tranne la lira, alla quale fu permesso di fluttuare del 6% per qualche anno prima di aderire allo standard del 2,25%.

Dovrebbe essere chiaro specialmente ai politici che da anni l'Italia non ha avuto una vera e propria sovranità monetaria e che i cicli di valutazione e svalutazione della lira seguivano un percorso molto prevedibile: la moneta veniva svalutata prima delle elezioni politiche dal governo in carica, solo per essere essere rafforzata poco dopo, proprio per rimanere tra i limiti stabiliti. Basta guardare i dati: il tasso d'interesse della Banca d'Italia è stato ridotto nell''83, però dovette essere alzato nell''84, e poi venne ridotto di nuovo nel marzo '87, per poi essere alzato due mesi dopo le elezioni dello stesso anno. Nel '91 i tassi rimasero congelati fino alle elezioni del '92, mentre nel '94 vennero rialzati qualche mese dopo le elezioni, dopo essere stati ridotti nei 10 mesi antecedenti. Nel '96, infine, il tasso d'interesse venne gradualmente ridotto per essere portato in linea con gli standard europei, anticipando l'adozione dell'euro.

Uscire dall'euro significherebbe tornare ad utilizzare questo sistema, che è ancora valido per gli Stati membri dell'unione che sono fuori dalla moneta unica (ad esempio la Danimarca).  Quindi i concetti che politici e stampa dovrebbero far capire in modo inequivocabile sono:

1) L'Italia potrebbe uscire dall'euro ma rimarrebbe sempre dentro l'Ecu. Il che non cambierebbe nulla in termini pratici.

2) Per poter svalutare la lira, l'Italia dovrebbe rescindere l'accordo Ecu e quindi uscire anche dall'Unione Europea.

3) Diventare extra-comunitari vuol dire importare prodotti a prezzi alti (pagati in euro o dollari) e avere dazi sulle esportazioni (che compenserebbero anche la svalutazione).

In aggiunta, sembra banale dirlo, spesso ci si dimentica che tutti i trattati internazionali sono ormai stabiliti a livello europeo. L'Italia fuori dall'Ue dovrebbe rinegoziare tutti i trattati esistenti e difficilmente a condizioni favorevoli. 

In più, l'euro non ha diminuito, ma ha incrementato la "sovranitá monetaria" italiana, poichè tramite le istituzioni europee puó anche influenzare lo svolgimento della politica monetaria in ambito Ue, mentre nel periodo 1981-1999, si limitava ad essere un osservatore e seguire le direttive degli stati piú forti. Oggi, tramite le istituzioni europee, l'Italia riesce ad influenzare le correnti politiche del più potente blocco economico al mondo.

Se i politici italiani volessero veramente contribuire allo sviluppo dell'Ue e quindi dell'Italia, dovrebbero invece spingere per una semplificazione delle istituzioni burocratiche. Perché, per esempio, non sostutuire il Consiglio Europeo e il Consiglio dell'Europa Unita con una singola alta camera legislativa? I cittadini europei non si identificano con le istituzioni Ue attuali. Inoltre, questi sono organi che intermediano rapporti tra i singoli stati, e non sono assolutamente al di sopra di essi, come accade in altri sistemi federali.  E' ovvio quindi che vengano percepiti come inefficaci.

*Studente di economia all'Università Bocconi di Milano  

 Fonte: www.americaoggi.info

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