Per trovare un impiego ci si mette in vetrina - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgCon 26 milioni di disoccupati in Europa ed un'economia vicina alla crescita zero, trovare un lavoro diventa un'impresa sempre più difficile. Neppure sistemi come Linkedln, una sorta di banca dati dei curriculum, da cui, si dice, datori di lavoro e cacciatori di testa attingono a piene mani, funziona più; la quantità di gente che cerca lavoro è talmente tanta che distinguere un curriculum da un altro a volte non è possibile. Chi cerca lavoro deve inventarsi qualcosa di diverso per farsi notare, per differenziarsi dalla folla dei concorrenti. A tale scopo, una società danese offre ai disoccupati la possibilità di mettersi letteralmente in mostra nella vetrina di un negozio, un'iniziativa nata anche con il beneplacito della Djoef, un sindacato professionale danese.
Per alcune ore chi cerca un impiego ha la possibilità di farsi notare dai passanti e dai potenziali datori di lavoro. Superato il disagio iniziale, legato anche al fatto che questa strategia è associata alla prostituzione - (ad Amsterdam c'è la famosa strada dalle prostitute in vetrina), lo spazio ed il tempo a disposizione dei disoccupati permette loro di sbizzarrirsi. C'è chi balla, chi canta e chi invece siede diligentemente davanti al computer, tutti però se osservati bene trasmettono qualità e caratteristiche personali che non emergono dai curriculum.
Secondo la Djoef, l'iniziativa funziona bene per chi ha una laurea e un titolo di studi, la disoccupazione intellettuale è infatti la piaga europea. In Danimarca si stima che dopo un anno il 41 per cento dei nuovi master non ha travato ancora una collocazione sul mercato del lavoro.
Molti sono convinti che più di un titolo di studi aggiuntivo, oggi ciò di cui si ha bisogno è la creatività. Per distinguersi dalla massa, chi cerca lavoro deve dimostrare di essere unico; trovare un impiego, insomma, sta diventando una conquista e non viene più associato ad un diritto. Ma non basta, nell'economia globalizzata, la concorrenza non è più circoscritta ai confini nazionali, spesso si allarga fino a quelli continentali. Oggi in Europa è facile per individui di nazionalità diverse contendersi lo stesso lavoro. E dato che i flussi migratori si spostano tutti verso le economie più ricche ed efficienti, ad esempio, Germania e Svizzera, la concorrenza straniera è spesso fonte di tensioni sociali. Un fenomeno che conferma le difficoltà legate al processo d'integrazione europea.
Fonte: http://www.caffe.ch/stories/numeri/43161_per_trovare_un_impiego_ci_si_mette_in_vetrina/

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