" Per la crisi dell'euro dure misure della Bns" di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://attualizzando.files.wordpress.com/2009/11/loretta-napoleoni.jpg?w=215&h=300Forse è giunto il momento della verità per la moneta unica. A poco più di due anni dallo scoppio della crisi del debito sovrano, assistiamo a fenomeni rari e preoccupanti in economia e finanza. I titoli di stato tedeschi a breve sono scesi a zero, sotto quelli giapponesi; le obbligazioni del tesoro americane e britanniche sono ai minimi storici, ormai pericolosamente vicine all'1%. La Svizzera ha persino emesso il suo primo titolo a breve per un valore di 688 milioni di franchi con rendimento negativo. Ciò significa che queste nazioni possono permettersi d'indebitarsi a costi bassissimi ed addirittura negativi.
Dall'altra parte dello spettro ci sono la Spagna e l'Italia, Paesi ai quali il mercato dei capitali domanda rispettivamente tassi al 7 ed al 6%. Dietro a questi   differenziali, e cioè agli spread, ci sono vasti movimenti di capitali. Investitori privati ed istituzionali, temendo che la morte annunciata dell'euro sia ormai alle porte, hanno iniziato a spostare i loro capitali nelle monete e negli investimenti che reputano più sicuri, quelli in dollari americani, sterline e franchi svizzeri. La corsa alle monete rifugio contribuisce ad aumentare il rischio valuta, da mesi l'euro si deprezza e questa settimana il tasso di cambio del dollaro è salito sopra 1,24 per la prima volta in due anni.
Con l'avvicinarsi della tempesta finanziaria, dunque, ci si preoccupa di mantenere il capitale più che di moltiplicarlo. Paesi con un forte debito come Stati Uniti e Gran Bretagna hanno tutto da guadagnare dall'apprezzamento delle loro monete, anche per la Germania, secondo esportatore al mondo, la svalutazione dell'euro è positiva. Chi invece soffre è la Svizzera che non deve rifinanziare il debito ma proteggere i suoi  esportatori dagli effetti della rivalutazione del franco. E dato che tra le economie "rifugio" quella elvetica è la più solida - la Germania dovrà fare i conti con le conseguenze "politiche" dell'implosione dell'euro - se l'euro salta Berna rischia di dover far fronte ad uno tsunami finanziario. Di fronte a questo insolito scenario la Banca centrale elvetica dovrà imporre misure drastiche, tra cui anche una tassa sui capitali stranieri per arginare la corsa al franco, misure che in passato si sono rivelate poco efficaci. L'alternativa è la difesa ad oltranza della moneta da parte della Bns, ma anche questa strategia ha un costo per la popolazione. Fonte: www.caffe.ch

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