" Per l'eurozona vertici inutili " di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts3.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=4504527960605602&id=0673e2959cdb8ccc344c0eb3de443ec3La prassi è chiara: un vertice piccolo, intimo, per prepararsi a quello grande. Risultati? Nessuno. Chi ci guadagna? L'industria petrolifera, grazie all'aumento degli spostamenti in aereo e in auto; il catering, perché dai premier alle scorte fino agli autisti, tutta questa gente deve pur mangiare. Ma la domanda chiave è un'altra: chi paga?
I contribuenti, naturalmente.
Ormai abbiamo perso il conto dei vertici, a volte ce ne sono due a settimana. Venerdì scorso i leader di Spagna, Francia, Germania ed Italia si sono riuniti a Roma dopo essersi incontrati in Messico, cinque giorni prima, per il G20. Viene spontaneo domandarsi come mai questi quattro non abbiano trovato una saletta tranquilla a Los Cabos dove discutere dei loro affari. Cosa é successo tra lunedi e giovedì da richiedere un altro incontro faccia a faccia? Nulla.
I vertici sono diventati uno strumento di propaganda. Questa settimana il premier italiano Monti ha rilasciato una serie d'interviste ai quotidiani tedeschi e spagnoli, per rassicurare i lettori dei primi che l'Italia non ha bisogno dei soldi tedeschi e ricordare ai secondi che lui gioca in porta nella squadra di Rajoy. A Los Cabos i maghi della comunicazione di Hollande avevano messo in giro la voce che la Merkel stava cedendo e che la proposta Monti-Hollande - cioè usare i soldi della Bce per acquistare titoli di Stato sotto pressione - sarebbe stata accettata. Nulla di più falso.
Credono gli europei a tutte queste storie? Pare proprio di no. Piuttosto ascoltano il mormorio che si alza dall'economia reale: in Spagna le banche avranno bisogno di 62 miliardi di euro, il governo vorrebbe usare il resto degli aiuti stanziati (100 miliardi) e molto probabilmente anche quelli di un secondo prestito per arginare il deficit di bilancio; l'Italia ha introdotto una tassa sugli immobili, l'Imu, che dovrebbe generare 10 miliardi di euro contro un debito di 2 trilioni di euro, una goccia nell'oceano quindi. Dietro le belle parole e le proposte del professor Monti o gli stratagemmi di Rajoy ci sono economie in via di disfacimento.
Il Wall Street Journal, sempre questa settimana, ha dichiarato che il provvedimento per la crescita italiano, varato una settimana fa, è pari al tentativo di svuotare il lago di Como con un mestolo ed un cucchiaio. Gli europei devono inventarsi qualcosa di concreto al più presto e questo qualcosa ha a che fare con le Zecche, senza il "quantitative easing" da questa situazione non se ne esce.  A meno che, naturalmente, Eurolandia non cambi faccia. Voci di corridoio sostengono che a Roma Monti ha messo le carte in tavola: o la Germania interviene e rinuncia al veto o il suo governo non regge e l'Europa cambia volto. Un ultimatum di cui sentiremo molto parlare nei vertici internazionali prossimi venturi.
Fonte: www.caffe.ch)

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