" Paura da derivati o derivati da paura?" di Umberto Cherubini

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.dm.unibo.it/finanza/img/docenti/cherubini.jpgSulla stampa, generalista e specializzata, impazza di nuovo la paura dei derivati. Si discute di come si presenteranno, delle nuove generazioni di questi demoni, si dice che non abbiamo imparato niente…Il fattore scatenante è stata una nota del Financial Stability Board (FSB) sugli ETF (Exchange Traded Fund). Gli ETF sono prodotti che consentono ai piccoli risparmiatori di investire su indici (cioè portafogli di titoli, commodity e quant’altro) con la stessa tecnica con cui investono in azioni. Vediamo come funzionano e quali sono i rilievi sollevati dal FSB. Supponiamo che la Cherubini SIM ritenga che sul mercato ci sia una forte domanda per un particolare portafoglio di titoli: l’indice X. Allora la Cherubini emetterà un ETF sull’indice X consentendo al risparmiatore di investire su questo indice semplicemente inviando un ordine di acquisto come per qualunque altra azione o obbligazione. Nello stesso modo, in ogni momento potrà disinvestire mandando in borsa un ordine di vendita. Come può la Cherubini SIM garantire che l’EFT X segua il valore dell’indice X? Può fare in due modi:
1. Utilizzare i fondi raccolti dai risparmiatori per comprare fisicamente i titoli dell’indice X (“in specie” ETF)
2. Sottoscrivere con un intermediario finanziario o assicurativo un contratto che garantisca lo stessa esposizione a variazioni dell’indice X (“swap based” ETF)
Ecco i rilievi del FSB. Attenzione: se l’ETF è swap-based può capitare che l’intermediario finanziario possa non onorare il suo contratto (rischio di controparte). Lo stesso rischio emerge se l’ETF è “in specie”, e la Cherubini SIM ha dato in prestito i titoli. E’ una novità? Assolutamente no. Gli ETF garantiti da AIG vennero sospesi all’indomani del crack Lehman, in attesa di conoscere la sorte che sarebbe toccata ad AIG stessa. La sollecitazione di FSB, giusta, è far sapere con chiarezza agli investitori come la Cherubini SIM costruisce l’ETF sull’indice X. E mette in guardia sui casi (che sembrano tutt’altro che eccezioni) in cui l’intermediario che garantisce il contratto si chiama Cherubini Bank.
Non c’è quindi nessun dramma in corso, nessuna nuova creatura malvagia della stirpe dannata dei derivati. Anche perché, chi i derivati li conosce veramente, sa che non ci possono essere derivati nuovi. La ricetta per costruire un derivato è infatti sempre la stessa, ed estremamente semplice: investire in un mercato indebitandosi su un altro (long-short, in gergo). E, se vogliamo eliminare gli ETF perché hanno un nome che ci suona esotico (ed esoterico), potremmo sempre utilizzare il derivato più vecchio, e il più terribile ed oscuro di tutti. La Cherubini SpA potrebbe investire sui titoli e i progetti che più preferisce, finanziando gli investimenti con le banche ed emettendo al pubblico derivati che consentano di partecipare ai suoi guadagni ed alle perdite. Questo terribile derivato, un’opzione call, ha un nome, che tutti gli studenti di finanza conoscono: si chiama “azione ordinaria”.
( Fonte: www.linkiesta.it/ blog)

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