" Oggi l'Eldorado si chiama Siberia" di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts2.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=4863441135338949&id=762b99a9626e96664727188f356b23d5Mentre l'economia europea continua a contrarsi ad Oriente, quella di regioni fino a pochi anni fa depresse sboccia. L'ultima terra promessa è la Siberia, dove finivano i dissidenti russi e chiunque non era gradito al sistema sovietico. Con un'area geografica che copre il 60% del territorio russo e con appena l'8% della popolazione, circa 12 milioni di abitanti, la Siberia offre grandi opportunità commerciali, specialmente nel settore delle risorse naturali. La parte ad est, quella che si affaccia sul Pacifico e che confina con la Cina, è particolarmente ricca di minerali, petrolio ed altre materie prime.
Da alcuni anni è aumentato l'interscambio tra Russia e Cina, proprio lungo il fiume Amur in Siberia e dove le due nazione hanno combattuto una guerra nel 1969. Si sono sanciti nuovi accordi, ad esempio, il  programma di cooperazione per il 2009-2018 firmato da Hu Jintao e Dimitri Medvedev, include la realizzazione di ben 205 progetti di cooperazione lungo il confine. Ormai circa mezzo milione di cinesi vivono nella Siberia russa e commerciano regolarmente con la madre patria. Date le distanze immense con Mosca e la vicinanza con le regioni ad alta densità di popolazione del nord della Cina, questo sembra essere il mercato di sbocco ideale.
Fino al 2011 il partner commerciale più importante della Russia era la Germania. Ma da quest'anno il primato è passato alla Cina. La Russia è il decimo Paese più importante per le esportazioni di materie prime in Cina, e la maggior parte provengono dalla Siberia. Un gasdotto di 3.700 chilometri che attraversa la Russia sta per essere terminato dalla compagnia East Siberia Pacifica Ocean, ultima stazione il porto cinese di Harbin. Il gasdotto già trasporta circa  600 mila barili di petrolio al giorno nei porti del Pacifico russi.
L'interscambio con la Cina sta cambiando in positivo la Siberia. La popolazione ha ripreso a crescere dopo una contrazione del 22% avvenuta dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica. Vecchie miniere, che risalgono ai tempi di Stalin, sono state riaperte e molti tecnici che erano immigrati dopo il crollo dell'economia, all'inizio degli anni Novanta, stanno rientrando in patria.
La Siberia orientale sta attirando manodopera specializzata sia dalla Russia che dalla Cina. Non si può parlare ancora di corsa all'oro, ma è chiaro che la ricchezza della regione può facilmente dar vita ad un piccolo miracolo economico.
( Fonte: www.caffe.ch)

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