" Non si affronta la crisi con misure egoistiche" di Loretta Napoleoni
Il presidente Obama propone un piano per ridurre la disoccupazione che costa 447 miliardi di dollari con riduzione delle tasse per la piccola impresa e per gli impiegati e mantenimento dei sussidi di disoccupazione. Non dice da dove arriveranno i soldi, quali voci di bilancio taglierà ma rimanda questa notizia alle settimane a venire. In Svizzera la Banca centrale dichiara che venderà una quantità illimitata - parola che compare raramente nel gergo dei banchieri - di franchi svizzeri per difendere un tasso di cambio con l'euro pari a 1,2. Come farà? Molti pensano che si darà fondo alle presse, una strategia che con un tasso d'inflazione vicino allo 0 non è al momento poi così pericolosa, ma è pur sempre una decisione disperata. In Italia il governo riesce a far passare la manovra di ferragosto, con una serie di modifiche che la "addolciscono" per i partiti della coalizione di Berlusconi, usando l'arma della fiducia. Naturalmente nessuno sa bene quanti soldi produrrà nè se alla fine funzionerà.
Ed ancora, sui mercati i tassi ai quali ci si può assicurare contro la bancarotta greca sono schizzati alle stelle al punto che ormai la probabilità che ciò succeda è pari al 91%. L'economia secondo l'Istituto di Statistica Greco si è contratta del 7,3% in un anno, e questo grazie anche e soprattutto alla politica di austerità imposta dall'Unione Europea. In Germania la corte suprema ha approvato l'ultimo salvataggio della Grecia, quello cioè del 21 luglio che comporta il prestito di altri 110 miliardi di dollari, ma ha detto che si tratta dell'ultima volta. Per usare i soldi dei tedeschi in futuro la Merkel deve ottenere l'approvazione del parlamento.
Da Washington a Berna, da Roma a Berlino ad Atene lo spettro di una crisi economica che potrebbe eguagliare quella del 1929 spinge i governi a proporre misure "egoiste". Invece di muoversi all'unisono, ogni nazione cerca di risolvere i propri problemi ignorando quelli di tutti gli altri. Obama rischia di far aumentare il debito e creare una nuova crisi di fiducia nei confronti degli Stati Uniti, Berlusconi si limita a giochi di prestigio che ormai non funzionano più, la Svizzera rischia di garantire un tasso fisso con l'euro alla vigilia della sua dissoluzione e l'Unione Europea di rimanere cieca di fronte all'inevitabile destino dei paesi Piigs. Qualcuno dovrebbe far capire a chi ci governa che siamo tutti nella stessa barca e se vogliamo salvarci dobbiamo remare all'unisono. ( Fonte: www.caffe.ch)