NELLE BANCHE USA ANCORA 14 MILIARDI DI DOLLARI IN TITOLI TOSSICI

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Le banche americane sono ancora appesantite da una grande quantità di asset “tossici”. Si tratta di titoli garantiti da prestiti ipotecari ad alto rischio, CDO (collateralized debt obligations) e altri strumenti finanziari pericolosi. Segno che le operazioni di “ripulitura” dei bilanci, avviate all’indomani dell’esplosione della crisi finanziaria, sono ancora lontane dall’essere completate. 

A spiegarlo è un’analisi pubblicata questa mattina dal Wall Street Journal, secondo la quale il peso potenziale - che potrebbe tradursi dunque in perdite - per i 10 principali istituti del sistema bancario a stelle e strisce è pari a 13,8 miliardi di dollari. Una vera e propria zavorra, che se fosse stata calcolata come perdita tout-court nei bilanci, avrebbe provocato un brusco stop alle entrate (per i primi nove mesi del 2010 il calo sarebbe stato del 21%). 

Una situazione finanziaria che ormai gli istituti di credito faticano a tenere “nascosta”. Alcune regole contabili infatti permetterebbero di evitare che nel bilancio risultino le spese dovute ad alcune particolari tipologie di perdite patite. Per questo molte banche, per ora, preferiscono dichiarare che, prima o poi, riusciranno a realizzare profitti su tali asset: per tale ragione (e non perché costrette) conservano i titoli in attesa dei realizzi.

Il problema riguarda soprattutto i cosiddetti asset “di livello 3”, i titoli  considerati illiquidi dalle stesse banche. Essi ammontano, secondo il WSJ, a ben 360 miliardi di dollari: il 42,6% del valore complessivo delle azioni dei gruppi che li detengono. C'è da dire comunque che, negli ultimi due anni, i dieci maggiori istituti di credito americani sono riusciti a convertirne il 24% in asset di livello 1 e 2, ovvero più sicuri. ( Fonte: www.valori.it)

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