" MONDIALI DI CALCIO A 40 GRADI IN UN QATAR RICCO DI AMICIZIE" DI LORETTA NAPOLEONI
La polemica sulla vittoria del Qatar che si è aggiudicato i mondiali di calcio per il 2022 non accenna a svanire. Questa settimana il Wall Street Journal pubblica un articolo che rivela i retroscena della decisione dopo aver condotto un'inchiesta su come il Qatar si è aggiudicato la vittoria. A quanto pare prima della votazione diplomatici e uomini d'affari del Qatar hanno fatto "grandi spese" in alcuni paesi membri di Fifa. Sono state investite ingenti somme di denaro in iniziative direttamente connesse con il gioco del calcio. Tra queste, ad esempio, l'offerta di aprire una serie di succursali dell'Accademia di Eccellenza del Calcio di base a Qatar e di proprietà della famiglia reale. Sono stati fatti poi investimenti in società controllate da personaggi importanti in tutti questi paesi. Si tratta di nazioni, come la Nigeria, la Tailandia ed il Senegal, che hanno fruttato al Qatar ben 15 voti nella votazione finale della Fifa.
L'emirato ha poi arruolato al suono di milioni e milioni di dollari uno stuolo di ambasciatori del calcio, il francese Zinedine Zidanem ad esempio ha ricevuto circa 3 milioni di dollari per promuovere il Qatar quale centro internazionale del gioco del calcio. A chi ha obiettato che organizzare il torneo calcistico più importante al mondo in un paese ubicato nel deserto, dove la temperatura media a giugno è di 40 gradi è stato risposto che nel 2022 i mondiali potrebbero svolgersi in inverno, rompendo così una tradizione che dura da 90 anni.
Ciò che sorprende è che la strategia usata dal Qatar è perfettamente in linea con le regole della Fifa, che sono volutamente molto elastiche e quindi congeniali a Paesi che posseggono portafogli ricchi. Ecco perché quest'anno il Qatar l'ha spuntata contro avversari potentissimi come l'Inghilterra, patria natale del gioco del calcio, e l'Australia.
I mondiali di calcio come le olimpiadi sono sempre meno eventi sportivi e sempre più opportunità per fare affari. Dagli sponsor fino al turismo vengono visti essenzialmente come eventi commerciali. Eppure i bilanci degli stati non ci guadagnano, chi intasca grossi prodotti sono gli organizzatori e le societa' a queste connesse. Nel caso del Qatar naturalmente anche la famiglia reale dal momento che è un emirato. ( Fonte: www.caffe.ch)
Il post è stato di tuo interesse? Aiutaci a tener sempre aggiornato questo blog.
APRI IL BANNER. GRAZIE