Mezzo milione di svizzeri indebitati - di Franco Zantonelli
Mezzo milione di persone che hanno raggiunto la soglia critica dell'indebitamento. Il sette per cento degli svizzeri che, ormai, è letteralmente seppellito dalle bollette non pagate. E, in mezzo a questo popolo, assediato dai creditori, spiccano i giovani.
Buona parte di coloro che chiedono aiuto, perchè non più in grado di far fronte ai loro impegni hanno, infatti, iniziato a contrarre i primi debiti appena raggiunta l'età adulta. Sovente in concomitanza con l'euforia provocata dal primo salario. La conferma arriva da Matile Kohler, coordinatrice del progetto di prevenzione dell'indebitamento dei giovani della città di Neuchatel. "L'80 per cento di chi si rivolge a noi ha cominciato ad accusare problemi di questo tipo prima dei 25 anni", dice la signora Kohler. "Però, il più delle volte si fanno vivi troppo tardi, cioè quando l'ammontare del loro indebitamento è eccessivamente elevato", aggiunge. Si parla, in media, di 20 mila franchi, a fronte di redditi mensili spesso di poco superiori ai tre mila franchi. Da cui, inevitabilmente, bisogna detrarre il canone d'affitto di un appartamento ed il premio della cassa malati. Di modo che, in teoria, rimane ben poco da scialare.
Eppure i consumi corrono ugualmente grazie, anche, al web, come hanno potuto accertare gli studi di diversi esperti. Ad esempio la società bernese di recupero crediti, Intrum Justitia, ha dimostrato che, molto spesso, i giovani si indebitano con i telefonini dotati di accesso ad internet, effettuando acquisti online.
Magari, paradossalmente, con uno smartphone comprato, proprio, ricorrendo al piccolo credito. Fatto sta che, grazie alle potenzialità della rete, si è formato un piccolo esercito di consumatori indemoniati. Con in testa, a quanto pare, le ragazze, assatanate di abiti e cosmetici.
Dal canto loro i ragazzi preferiscono rincorrerere le ultime novità, nel campo dell'elettronica, oltre che in quello degli accessori per auto e moto.
"Il problema, in realtà, ha a che fare, soprattutto, con la volatilità del denaro, in quanto effettuando un acquisto su internet non si tira fuori il portafogli né si va all'ufficio postale con dei contanti, ma ci si limita a pigiare dei tasti", spiega Dante Balbo, responsabile del servizio sociale di Caritas Ticino, che si occupa, in particolare, di progetti di lotta all'indebitamento.
"In realtà- sottolinea Balbo -questo tipo di problema esisteva, già, con le carte di credito. Se vogliamo Internet non ha fatto altro che esasperarlo".
"Mi ricordo - dice ancora l'esperto di Caritas - di una signora americana, che si è trovata indebitata e che non riusciva a farsene una ragione. Usava la carta di credito e pensava, in quel modo, di essere sempre coperta, come se disponesse di una vera e propria fabbrica di soldi. Oggi, tra carte di credito e possibilità di effettuare acquisti online, si ha la falsa impressione che tutto, ormai, sia accessibile, apparentemente senza spesa".
Come si può curare una persona che perde il controllo dei propri limiti finanziari e diventa un acquirente compulsivo? "Andando alla radice del problema che, di solito, è di tipo depressivo-esistenziale", risponde Dante Balbo. "Quindi passando dal lettino dell'analista ma, anche, con un piano di risanamento, che prevede tempi lunghi, anche perché la persona indebitata deve imparare a gestire un budget".
Fonte: www.caffe.ch