Merkel: non sufficienti le misure di austerity

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.investne.com.br/images/stories/davos.jpgDAVOS Il nuovo fondo salva-Stati permanente Esm continua a dividere Italia e Germania. Il premier Mario Monti torna a ribadire la necessità che i "firewall" vengano dotati di risorse adeguate. Ma la cancelliera Angela Merkel risponde a distanza con un nuovo "nein", mettendo in guardia dal fatto che un aumento della portata di questo strumento metterebbe a rischio la sua stessa credibilità. Piena sintonia invece tra i due leader sulla necessità per i paesi europei di far fronte alla crisi puntando su riforme e mercato del lavoro.

«La posizione dell'Italia sui firewall è chiara: bisogna dotare il fondo europeo di salvaguardia finanziaria e il futuro fondo di stabilità di risorse adeguate e di una governance umana e non sovaumana e non circondata da vincoli e cavilli», ha detto ieri Monti, che nei giorni scorsi aveva già chiesto un raddoppio della potenza di fuoco del fondo Salva-stati. Il premier ha tuttavia voluto chiarire che l'Italia non sta facendo pressione su Berlino: «Quando, in parallelo ai pesanti sacrifici per i cittadini, il governo chiede che l'Europa dia un segno di riconoscimento, non stiamo chiedendo denaro alla Germania – ha detto Monti intervenendo in Parlamento – : chiediamo che la governance dell'eurozona evolva in modo da consentire una ragionevole riduzione dei tassi di interesse».

La Germania però respinge le richieste di un aumento del fondo. «Dicono che non sia sufficiente. Qualcuno dice che debba essere raddoppiato, altri che debba essere triplicato. E solo allora crederemo alla vostra solidarietà», ha detto la Merkel intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. Ma la Germania semplicemente «non intende prendere impegni che non potrà mantenere», ha messo in chiaro la cancelliera, sottolineando che Berlino ha sempre difeso l'euro, ma «l'Europa perderà la propria credibilità» se la Germania non terrà fede alle proprie promesse.

Alla platea di leader economici e politici, la Merkel ha anche rivolto un appello affinchè diano tempo al tempo nella soluzione della crisi del debito, assicurando che l'Europa resterà unita e riuscirà a ristabilire la fiducia. La vera sfida per i paesi europei, ha indicato la cancelliera, è quella di lavorare non solo a misure di austerità: «essenziali» sono anche le riforme strutturali che portino alla creazione di più posti di lavoro. Su questo, in particolare, la cancelliera ha riconosciuto che ciò che è stato fatto in Portogallo, Grecia, Spagna e Italia è «molto più di quello che è stato fatto in passato».

Avviando le riforme messe in campo dal governo Monti, l'Italia ha fatto grandi passi avanti nel contesto europeo ed internazionale, ma ora è più che mai necessario «portarle a pieno compimento» per evitare i rischi «di una deriva pericolosa». Il monito arriva dal presidente della Bce, Mario Draghi, che invita l'esecutivo, ma indirettamente anche la società civile e il Parlamento (cui tocca la responsabilità finale di approvare i provvedimenti), a proseguire sulla strada intrapresa negli ultimissimi mesi, unica via per uscire dalla stagnazione in cui il Paese è incappato.

Intanto la ripresa americana è «modesta», rallenta e la Fed assicura che non farà mancare il proprio appoggio. La Banca centrale manterrà i tassi di interesse a livelli «eccezionalmente bassi», più del previsto, almeno fino alla fine del 2014, ovvero un anno in più rispetto a quanto previsto in agosto. Dall'economia statunitense sono arrivati «segnali positivi» di recente, ma «continuiamo a vedere venti contrari dall'Europa e un rallentamento della crescita mondiale» afferma il presidente della Fed, Ben Bernanke, che promette: «se sarà necessario» e «se le condizioni» lo garantiranno la Fed è pronta anche a nuovi aiuti alla ripresa, incluso l'acquisto di titoli di stato. La Fed – assicura Bernanke – non ha finito le munizioni a sua disposizione per aiutare la ripresa. Ma, aggiunge, senza un sostanziale balzo dell'economia, i tassi resteranno bassi.

La Fed prevede per il 2012 una crescita del 2,2-2,7%, meno del 2,5-2,9% stimato in novembre, per poi accelerare nel 2013 al 2,8%-3,2% a fronte del 3,0%-3,5% previsto in precedenza. Il tasso di disoccupazione, che al momento «resta alto», calerà solo gradualmente. E quest'anno si attesterà fra l'8,2% e l'8,5% contro l'8,5%-8,7% precedentemente stimato. nel 2013 il tasso di disoccupazione calerà al 7,4%-8,1% dal 7,8%-8,2% stimato nel novembre scorso.

Il mercato immobiliare, che resta «depresso», continua a pesare sulla crescita . «Le debolezze del settore rallentano la ripresa. Il mercato immobiliare è il principale motivo per cui l'economia non cresce in modo più robusto» evidenzia Bernanke. La Fed, al termine della riunione in cui ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, ha diffuso per la prima volta le proprie previsioni sull'andamento dei tassi di interesse. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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