"Luci rosse", 21 milioni al fisco
Imprenditori dell’hard, giovani che hanno scelto il «forfettino», titolari di partite Iva, società sportive, ritardatari delle dichiarazioni, banche, sostituti di imposta, chi ha optato per la cedolare secca. Dopo appena 20 giorni di tregua (ultime scadenze il 31 luglio) la «macchina del fisco» si rimette in moto oggi, sono poco più di 140 gli appuntamenti alla cassa per i contribuenti italiani. Ben 14 pagine fitte di scadenzario fiscale da rispettare tra rate, maggiorazioni per i ritardatari, interessi da pagare. Chi esercita attività di produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico e di incitamento alla violenza deve versare la seconda rata, dell’addizionale Ires (25% sulla produzione e vendita di materiale pornografico).
Sempre oggi locatori, persone fisiche titolari di partita Iva, proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento su unità immobiliari abitative locate, per finalità abitative, che abbiano esercitato l’opzione per il regime della cedolare secca e che hanno scelto il pagamento rateale ed hanno effettuato il primo versamento entro il 9 luglio devono versare la terza rata dell’imposta.
Anche i titolari di partite Iva oggi scade il termine per il pagamento della terza rata dell’Irpef a titolo di saldo per l’anno 2011 e di primo acconto per l’anno 2012, con applicazione degli interessi mella misura dello 0,41%. In cassa anche i contribuenti Iva che hanno scelto il pagamento rateale dell’imposta dovuta per il 2011.
Solo con la tassa sull'hard gl introiti per le casse dello Stato sono ingenti. Le imposte su chi produce e distribuisce materiale pornografico, ma anche su chi produce materiale che «incita alla violenza» e sui tele-imbonitori, potrebbe sembrare più un’operazione «etica» che un modo per far cassa. Ma non è così: solo lo scorso anno, ad esempio, ha fruttato all’erario ben 21 milioni di euro. Cioè, ad esempio, quanto stanziato di recente da Bruxelles per i profughi siriani, oppure quanto il Senato si è impegnato a risparmiare ed a destinare alle vittime dei terremoti.
L'addizionale del 25% su chi produce materiale pornografico, e i non meglio identificati produttori di trasmissioni che incitano alla violenza, ha incassato nel 2011 circa 21 milioni (per l’esattezza 21.022.889,47 euro). Il calcolo al centesimo era fornito dal direttore generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella e dal Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio in un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Tecnicamente la «pornotax» è l’addizionale del 25% sulle imposte sul reddito la produzione, distribuzione e rappresentazione di materiale e programmi televisivi di contenuto pornografico e di incitamento alla violenza, nonchè di trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulità popolare».
Il giro di affari dell’industria pornografica in Italia veniva valutato nel 2008 in circa 1.338 milioni di euro e per gli anni successivi si ipotizzava una crescita media annua del fatturato pari al 5%. Con l’applicazione della pornotax si calcolava che nel 2009 il gettito di cassa potesse essere (come scritto nella relazione tecnica del governo) di 254 milioni di euro (146,8 nel 2010, 153,8 nel 2011 e 161,7 nel 2012).
Fonte: www.gazzettadiparma.it
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