Lloyds e RBS, «inevitabili le perdite per i contribuenti»
Il governo britannico deve prepararsi a sostenere perdite consistenti se vorrà vendere le proprie quote di Lloyds e Royal Bank of Scotland nell'arco di cinque anni. A dichiararlo – spiega Bloomberg News – sono i principali investitori d'Oltremanica. L'esecutivo ha già iniziato a vagliare le proposte che sono arrivate da fondi sovrani d'investimento del Medio Oriente. Il valore delle azioni delle due banche si è pressoché dimezzato dal periodo della crisi finanziaria, quando per Lloyds sono stati spesi 20,3 miliardi di sterline e per RBS 45,5 miliardi. Quindi, se le quote venissero vendute in questo momento, l'operazione finanziata coi soldi dei contribuenti si chiuderebbe con una perdita pari a circa 30 miliardi di sterline. Ma lo Stato – dichiarano gli investitori – si deve rassegnare a chiudere l'affare in passivo. Limitandosi a cercare la soluzione migliore possibile. «La realtà – spiega Richard Black, di Legal & General Investment Management, il principale investitore nella Borsa di Londra – è che le banche non pagheranno dividendi presto. Senza dividendi, le prospettive sono ben poco attraenti».
D'altronde, i due istituti sono ancora alle prese con le ripercussioni dei “bad loans” erogati durante il boom immobiliare dei primi anni 2000. E, in un contesto economico che vive ancora forti difficoltà, devono ancora tagliare altri asset pari a 240 miliardi di sterline. Ci vorrà dunque ancora molto tempo – spiegano gli investitori – perché possano ritornare pienamente “in salute”, dimostrando di avere le basi per garantirsi fiducia. ( Fonte: www.valori.it)