Le famiglie crollano seppellite dai debiti - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgÈ tempo di cambiare l'antico adagio "i soldi fanno girare il mondo" per sostituirlo con uno nuovo "il debito è il motore dell'economia."
Secondo le statistiche compilate da Bloomberg e dalla Banca per la riconversione e lo sviluppo, pubblicate questa settimana, dalla bancarotta della Lehman Brothers fino alla metà del 2013 il valore del debito globale è salito più del 40 per cento, superando il picco di 100 mila miliardi di dollari. Una cifra da capogiro. 
Ai 30 mila miliardi di dollari di debito aggiuntivo accumulato dal 2007 in tutto il villaggio globale bisogna poi sommare la perdita di valore degli indici di borsa del mercato azionario (- 4 mila miliardi), che in questo periodo è sceso a 54 mila trilioni. Siamo tutti più poveri? Sicuramente la risposta è positiva per quel 99 per cento della popolazione che le politiche anti-recessive non sono riuscite ad aiutare.
I volumi eccezionali del debito mondiale sono il risultato del fallimento della politica dei bassi tassi d'interesse, che da sola non ha bloccato il processo recessivo. Lo Stato è così dovuto ricorrere all'emissione di titoli del debito pubblico per pompare moneta nel sistema, moneta stampata dalle banche centrali. Il debito complessivo degli Stati Uniti, ad esempio, è salito da 4,5 a 12 mila miliardi di dollari nel periodo che va dalla seconda metà del 2007 al giugno del 2013. Il valore delle emissioni corporate,  cioè provenienti dal settore privato, è invece aumentato di 21 mila miliardi.
Colpisce che l'aumento eccezionale del debito non abbia diminuito la domanda di titoli obbligazionari. Il motivo è presto detto, sempre secondo Merrill Lynch a livello globale dal 2007 i rendimenti hanno fruttato il 31 per cento, inclusi gli interessi reinvestiti. La proporzione è stata la seguente: 27 per cento dai titoli del tesoro e pubblici e 40 per cento per quelli del settore privato.
Gli investitori non hanno neppure penalizzato le emissioni provenienti dai Paesi che hanno perso la AAA, ad esempio gli Usa, il Regno Unito, il Giappone e la Francia. Nel caso degli Stati Uniti, ad esempio, alla retrocessione da parte di Standard & Poor's, avvenuta nell'agosto del 2011, ha fatto seguito un aumento della domanda delle obbligazioni.
Ma non basta, sotto l'insegna dell'austerità dal 2007 la somma complessiva del debito delle famiglie, del settore privato e dello Stato non è diminuita, anzi è aumentata. Se la scienza economica non è del tutto cambiata, prima o poi questa enorme anomalia produrrà o un'inflazione galoppante o un crollo simile al 1929.

Fonte: www.caffe.ch
Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post