Le economie emergenti sono sempre meno rischiose

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

La crisi dei debiti sovrani in Europa e i timori di futuri contraccolpi stanno producendo un incremento del flusso degli investimenti nei nuovi mercati a discapito delle economie tradizionali. Lo rende noto il Financial Times evidenziando la crescita dei fondi di investimento che operano nei mercati obbligazionari dei Paesi emergenti. Nel corso del 2011, riferisce la società di monitoring EPFR Global, l’ammontare dei capitali investiti nel settore ha raggiunto i 7,9 miliardi di dollari.

 

Tra le prime conseguenze del fenomeno si segnalano la riduzione del costo dell’indebitamento e la rinnovata fiducia nei mercati. Il tasso di interesse medio sulle obbligazioni degli emergenti è sceso al 5,48% contro il 6,14 dell’anno scorso, un dato estremamente significativo. Di fatto, sottolinea il Financial Times, agli occhi degli investitori alcuni nuovi mercati vengono giudicati sufficientemente sicuri, con un livello di rischio spesso inferiore rispetto a quello evidenziato da alcune economie occidentali. I tassi di interesse accordati dall’Indonesia nell’ultima emissione obbligazionaria da 2,5 miliardi, ad esempio, si sono collocati al 4,7%, un livello inferiore rispetto a quello associato ai corrispondenti titoli di Stato di Spagna e Italia. Quelli di Brasile e Messico si situano a quote sostanzialmente identiche agli equivalenti di Belgio e Corea del Sud.

 

Non stupisce, di conseguenza, il comportamento dei Credit default swaps – i derivati che assicurano dal rischio default dei Paesi – costruiti sui debiti degli emergenti. Il loro indice specifico (calcolato sui 15 principali mercati) è sceso di un terzo piazzandosi a quota 206 punti base, ormai vicino al livello medio delle economie più avanzate che equivale oggi a 190 punti. ( Fonte: www.valori.it)

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