La Grecia non paga il dottore
Le enormi difficoltà dei conti greci si faranno presto sentire anche sul mantenimento degli standard minimi di assistenza sanitaria. A pochi mesi dalla ristrutturazione del suo debito con 5,4 miliardi di euro, il governo greco ha infatti registrato un netto ritardo nei pagamenti delle prestazioni e della fornitura di presidi medici da parte delle aziende sanitarie. Un dato preoccupante perché solleva dubbi sulla sicurezza del paziente rivelando ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, la nuova incombente crisi di liquidità per lo Stato ellenico.
Le industrie farmaceutiche dichiarano di aver ricevuto solo il 30 per cento degli 1,2 miliardi di euro dovuti dagli ospedali pubblici a partire dall'inizio dello scorso anno, mentre del debito del 2011 solo l’1% è stato finora pagato.
La crisi di liquidità nel settore sanitario si somma all'urgenza delle misure previste dal governo greco per aumentare le entrate attraverso l'impegno a recuperare 50 miliardi di euro dalla vendita di parti del patrimonio pubblico. La paura che si diffonde nelle capitali dell’eurozona è però che la leadership socialista di George Papandreou non si è impegnata ancora nei dolorosi provvedimenti necessari per conseguire gli obiettivi di fatturato.
Secondo l'Associazione ellenica delle aziende farmaceutiche, che ha scritto una lettera al ministero della Salute, «La situazione è diventata drammatica: solo una questione di tempo prima che la carenza di farmaci sul mercato inizino a verificarsi». Una preoccupazione condivisa, peraltro, da altri fornitori sanitari, molti dei quali hanno inasprito le condizioni di pagamento e alcuni dei quali stanno lottando per continuare ad operare. ( Fonte: www.valori.it)