Le banche svizzere non seguono gli esempi tedeschi

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201106/ubs.jpgÈ una reazione decisamente diversa quella che hanno avuto le banche tedesche e quelle svizzere di fronte all’accusa di contribuire ai movimenti finanziari speculativi sui generi alimentari. Se infatti, negli ultimi tempi, alcuni istituti di credito in Germania hanno in qualche modo accolto le critiche piovute da numerose Ong, ed hanno per questo limitato i comportamenti finiti nel mirino degli attivisti, in Svizzera la reazione - almeno per ora - pare limitarsi ad una strenua autodifesa.

 

Secondo quanto riportato questa mattina dall’agenzia AWP/ATS, infatti, dopo gli inviti giunti alle banche a «seguire l’esempio degli istituti tedeschi», i dirigenti finanziari hanno risposto minimizzando il proprio apporto speculativo. Credit Suisse ha dichiarato attraverso il proprio portavoce di non rappresentare che una piccolissima parte degli investimenti globali nelle materie prime. Simili le risposte di Banca Sarasin e di UBS, che sottolineano la marginalità dei prodotti finanziari che si concentrano sulle materie prime agricole.

 

Nessuna banca elvetica, inoltre, dichiara di essere intenzionata a bloccare le attività che rischiano di contribuire alla crescita del costo del cibo. Ciò sebbene una portavoce di UBS ammetta che le attività degli investitori possono condurre ad una forte volatilità dei prezzi.

Fonte: www.valori.it

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