La rischiosa euforia per le azioni di Twitter - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgLa borsa non smette di meravigliarci. Questa settimana le azioni di Twitter, il sistema di messaggini e video limitato a 140 caratteri e nato appena sette anni fa a San Francisco, sono state inizialmente quotate a 26 dollari, 24 ore dopo ne valevano 45. La differenza complessiva è di circa un miliardo e mezzo di dollari che il mercato, non i proprietari di Twitter, hanno intascato.
L'aspetto più sorprendente di questa storia è però un altro: Twitter non ha ancora registrato un singolo dollaro di profitti e questo nonostante i 232 milioni di clienti che già possiede. Nella prima metà del 2013 la società ha subito perdite pari a 69 milioni su un fatturato totale di 243 milioni di dollari.
Dato che Twitter è un servizio gratuito, i profitti dovranno necessariamente arrivare dalla pubblicità. Come Facebook, insomma, ci troviamo di fronte ad una versione moderna dell'informazione cartacea, di quella televisiva e personale dentro cui si intromette la pubblicità.
La domanda da porsi è chi oggi acquista Twitter a 45 dollari per azione, quando ieri ne valeva solo 26, cosa rischia? Per giustificare questo scarto nei prossimi 5 anni il numero degli iscritti dovrà aumentare allo stesso ritmo di quanto è cresciuta la comunità di Facebook; a quel punto i messaggi pubblicitari su Twitter raggiungerebbero quasi un miliardo di persone, che con molta probabilità si tratterà delle stesse presenti su Facebook. È possibile che ciò avvenga in un mercato dove le nuove applicazioni per telefonini si moltiplicano quasi giornalmente, e sarà questo bombardamento pubblicitario positivo per le vendite?
Per ora tutte le piazze affari mondiali sono euforiche, il miliardo e mezzo di dollari guadagnato questa settimana le ha fatte rinascere, cancellando definitivamente il ricordo del fiasco clamoroso di Facebook. Gli investitori che non sanno più dove far fruttare il proprio denaro a causa della politica occidentale dei tassi zero, si stanno già preparando per nuove uscite in borsa di imprese simili a Twitter, che sfruttano l'aspetto voyeuristico della nostra società. Tra queste c'è Dropbox, usato per inviare grossi documenti, video e immagini, poi Pinterest, un social network basato sulle foto, e infine Snapchat, un altro sistema di messaggini.
Nessuno si preoccupa del fatto che questi servizi sono anche pericolosi e che non esiste un sistema di sicurezza in grado di proteggere le identità. Mesi fa qualcuno si è impossessato del mio profilo Twitter e, dopo aver dialogato per giorni via email con un computer in California senza riuscire a riprenderlo, ho dovuto chiuderlo per evitare che qualcuno si facesse passare per Loretta Napoleoni.
Fonte: www.caffe.ch

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