" LA LOCOMOTIVA DI BERLINO PESCA OLTRE FRONTIERA" DI STEFANO VASTANO
Volano gli affari alla Borsa di Francoforte. Decollano le esportazioni (specie verso la Cina e l'India) del made in Germany. E dagli analisti di Deutsche Bank a quelli del governo Merkel, tutti sono d'accordo nel prevedere che il 2011 (con una crescita, si stima, sul 2 per cento del Pil) sarà ottimo per l'Azienda Germania. C'è solo un 'buco' che dà filo da torcere ai manager: la mancanza di personale qualificato nelle aziende e negli uffici.
Non è uno scherzo: mentre la disoccupazione scende a livelli record (ora sono 3 milioni, il 7 per cento, i disoccupati), cresce a dismisura la domanda di ingegneri e di tecnici nel settore informatico sul mercato tedesco. A fine settembre si cercavano disperatamente 36mila ingegneri e quasi il doppio, 67mila, erano i posti vacanti nell'informatica.
A dar retta ad un monitoraggio del Vdi, l'associazione degli ingegneri, in realtà già oggi sono circa 64mila gli ingegneri che mancano alle imprese. Tanto che al ministero dell'economia di Berlino riconoscono che, di questo passo, per il 2014 mancheranno 330mila fra specialisti ed accademici in Germania.
Visto l'altro e preoccupante calo, quello demografico, la soluzione più logica sarebbe colmare il deficit di manodopera qualificata facilitando l'accesso nel Paese a tecnici stranieri. Non è facile: nonostante nel 2009 sia stata varata una nuova legge, il permesso di soggiorno a lavoratori stranieri (e alle loro famiglie) è ancora troppo ostico e complicato da un regime fiscale assai complesso. Ancora nel 2009, ad esempio, si richiedevano al lavoratore straniero entrate di almeno 87mila euro annui per soggiornare in Germania.
Oggi il 'minimo' della retribuzione è sceso ai 63mila euro annui. Ma le pastoie burocratiche per il riconoscimento dei titoli accademici restano estenuanti. Il ministro della cultura, Anette Schavan, ha promesso di ridurre in futuro i tempi per il riconoscimento dei diplomi a 3 mesi; e Rainer Brüderle, ministro dell'economia a Berlino, propone per l'immigrazione in Germania, come in Canada, "un intelligente sistema a punti".
L'esperto d'economia della Cdu, Joachim Pfeiffer, ritiene che più che di nuovi 'sistemi', il fabbisogno di personale sia tale da richiedere, ogni anno "contingenti di lavoratori stranieri per sanare la mancanza dei posti". Quel che è sicuro, oltre all'impasse demografica e le pastoie burocratiche, è che il deficit di ingegneri e tecnici causa danni economici non indifferenti all'Azienda Germania. Secondo gli esperti, perdite persino sui 20 miliardi di euro l'anno. ( Fonte: www.caffe.ch)