LA BANCA NAZIONALE SVIZZERA CERCA DI CONTENERE IL FRANCO FORTE
Rispetto ad un anno fa il franco svizzero s’è apprezzato del 15 per cento sull’euro. E la tendenza non accenna a mutare, visto che la zona euro è tuttora in crisi. Il rincaro della divisa elvetica inquieta la Banca nazionale svizzera (Bns), i politici e le imprese, quelle che esportano nei paesi euro in particolare.
Differenti misure si stanno delineando per tentare di arginare il fenomeno, alcune più fattibili di altre, e contenere il contraccolpo, inevitabile, sul fronte delle esportazioni.
La situazione diventa critica per l’industria dell’esportazione, che perde la sua competitività in rapporto a una concorrenza divenuta mondiale. Per tentare di attenuare questi effetti, Swismem, associazione mantello dell’industria delle macchine, preconizza delle assicurazioni contro gli effetti di cambio. In altri termini, una sorta di garanzia contro le fluttuazioni dell’euro. In sostanza, facciamo l’esempio di un’impresa industriale che realizza una cifra d’affari di 100 milioni di franchi, il 60% esportando verso la Germania. I suoi clienti pagheranno dunque 60 milioni in euro. Se tra il momento dell’ordinazione e la consegna (qualche mese in generale), l’euro si deprezza del 10% la società perderà 6 milioni di franchi.
Per evitare questo mancato guadagno, la società può assicurare i suoi 60 milioni ad un tasso fisso presso le banche, per una durata da 6 a 12 mesi. In contropartita, l’azienda versa, pura ipotesi, il 2% sul capitale. Uno strumento tutto sommato non così difficile da mettere in pratica e al quale la Confederazione potrebbe ugualmente prendere parte sotto forma di fondi garantiti. ( Fonte: www.caffe.ch)