" La cultura rinasce dalla spazzatura " di Loretta Napoleoni
Mentre a Bruxelles imperversa la lotta per salvare i Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) e l'Italia viene presa di mira dagli investitori che per acquistare cinque miliardi di euro di BOT domandano tassi che oscillano tra il 5 ed il 5,9%, Napoli sprofonda nell'immondizia. E la domanda che i mercati dovrebbero porsi è la seguente: come può un Paese che non riesce neppure a smaltire i propri rifiuti ripagare un debito di 1.800 miliardi di euro?
Napoli è lo specchio della nazione: bella, geniale, generosa ed allo stesso tempo amministrata da una banda di incompetenti, che vedono nelle cariche pubbliche una scorciatoia per arricchirsi, vessata dal crimine organizzato ed in costante decadenza da quando Garibaldi l' ha strappata ai Borboni. Ma anche qui finalmente si vuole cambiare.Nel bel mezzo della crisi dei rifiuti nasce un'iniziativa culturale nuova, moderna, di stampo anglosassone: la mediateca Marte. L'isola felice è a Cava dei Tirreni, e galleggia come un fiore di lotus solitario nel mare d'immondizia che ormai minaccia questo tratto di costa mozzafiato. Il Marte è uno spazio multimediale su quattro piani, che si estende per quasi 3000 metri quadri e dove si respira qualche boccata di quell'atmosfera magica che fino alla metà dell' Ottocento faceva di Napoli una delle tre principali capitali europee.
Come nei migliori musei londinesi e parigini, tutto è interattivo, perché l'arte è prima di tutto partecipazione. A gestire il museo è un gruppo di giovani mecenati salernitani che tanto assomigliano a quelli del passato e che hanno messo a disposizione un milione di euro l'anno, questo il budget per mostre ed eventi che il Marte offrirà ai suoi visitatori. Anglosassone anche lo stile della gestione, il consorzio ha assunto dodici persone attraverso un regolare concorso pubblico, dove la raccomandazione non serviva. Con l'aiuto di Marussa Gravagnuolo e Christine Lahoud, proprietarie della galleria parigina Piece Unique, i mecenati salernitani hanno appena inaugurato il Marte con un'estemporanea mostra di fotografia di Peter Brook, celeberrimo autore, regista e scrittore inglese e della compagna Marie Helene Estienne. 100 scatti di immagini burlesche ricavate dal collage di oggetti riciclati: cicche di sigarette, bucce, sassi, vecchi fogli di giornale, biglietti d'autobus sgualciti, penne che non scrivono più, mozziconi di candele e così via. Tutte foto scattate con i telefonini. Per chi lo sa leggere, la mostra invia un messaggio di critica e di monito all'amministrazione locale ed al governo italiano: nella regione che non sa come smerciare l'immondizia, Brook ed il Marte ce la propongono quale strumento estetico. Finalmente una bella provocazione! ( Fonte: www.caffe.ch)