L'Expo trema, il Ticino tira dritto
All'appello manca ancora il 75% dei finanziamenti previsti, e a 700 giorni dalla prevista inaugurazione l'Expo 2015 pare si stia avvitando su se stessa in una micidiale spirale. Un vortice fatto di colossali ritardi, dalle decisioni da prendere ai cantieri inoperosi, dai budget non rispettati alle querelle politiche che hanno avuto gioco facile nell'infilare bastoni in ruote già ferme. Un vortice che rischia di risucchiare le opportunità turistiche e le programmate iniziative collaterali già messe in preventivo dal Ticino, in uno spirito di interazione che aveva, inoltre, visto la Confederazione come primo Stato ad aderire all'esposizione mondiale, il primo anche nel depositare il progetto del suo padiglione "Confooderatio Helvetica" (vedi articolo a lato). Un Ticino fino a ieri avvantaggiato da un' Expo sulla porta di casa italofona della Svizzera. Una grossa chance sia per le aziende ticinesi coinvolte nell'allestimento della manifestazione, sia per la rete turistico alberghiera del cantone, che si era organizzata per tempo per offrire l'abbinata business-turismo. Sia con le strutture istituzionali, Ticino Turismo, Swiss Tourism e Cantone, sia con altre iniziative come Lugano 2015.
"È vero, infatti ci siamo messi in moto cinque anni prima, nel 2010 con una strategia ben definita, e quando la manifestazione già veniva data in forse - commenta Paolo Clemente Wicht, presidente dell'iniziativa Lugano 2015 -. Così come per quello della Confederazione, il nostro progetto è stato il primo ad essere stato sottoposto agli organizzatori, così come la nostra piattaforma entro il 2013 sarà la prima ad essere ospitata nel sito ufficiale dell'Expo. Il bilancio lo tireremo proprio quando aprirà la kermesse mondiale, perchè la nostra strategia mira ad offrire ospitalità, con un'interazione col nostro mondo imprenditoriale e culturale, alle delegazioni che sceglieranno il Ticino come loro quartier generale durante l'allestimento dei vari padiglioni. Per questo ci distinguiamo, come iniziativa privata e senza alcun centesimo di contributo pubblico, dalla logica dell'offerta dei 'pacchetti turistici' che, intendiamoci, vanno benissimo, ma a cui pensa già l'Ente turistico".
Il direttore di Ticino Turismo, Elia Frapolli, non manifesta meno ottimismo, anche se attento all'evolversi di una situazione soprattutto politica, visto che su sollecitazione della città di Milano si è arrivati alla nomina di un "supercommissario" all'Expo, e il governo italiano ha pure accolto la richiesta di un decreto ad hoc che replichi le deroghe già concesse ad altri eventi a rischio "impasse", come il Giubileo o i Giochi invernali di Torino. "Certo, ogni brutta notizia che esce sull'Expo non ci aiuta, ma sbaglia chi crede che l'organizzazione che stiamo allestendo di servizi e ospitalità, dall'albergo al trasporto fino al biglietto d'ingresso alla manifestazione, sia esclusivamente finalizzata all'evento milanese - spiega Frapolli -. Certo, in stretta collaborazione con Swiss Tourism il Ticino si prepara ad essere la piattaforma ideale sia per chi arriverà dalla Svizzera o dalla Cina, ma il nostro modello d'ospitalità l'avremmo organizzato comunque con queste prerogative" L'Expo, semmai, contribuisce a dare un'accelerazione al progetto in corso, ponendo una sorta di 'data di scadenza'.
"La portata globale dell'evento, comunque, già da sola assicura flussi di visitatori enormi- sottolinea Frapolli-, e basta guardare una mappa per capire che il Ticino non è vicino a Milano e all'Expo, ma ci siamo dentro".
Fonte: www.caffe.ch
Autore: EZIO ROCCHI BALBI
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