L’Eni ottiene sconti sul gas - di Andrea Angelini
Contraddicendo quanti, per puro spirito anti russo e filo atlantico, accusano l’Eni di avere sottoscritto con la russa Gazprom forniture di gas troppo onerose per il consumatore italiano, il gruppo italiano ha raggiunto un accordo per uno sconto del 7% su tutte le forniture per il 2013. L’annuncio dell’intesa è stato fatto dall’amministratore delegato Paolo Scaroni e dal presidente Alexei Miller durante il Forum economico di San Pietroburgo. Stanno invece proseguendo le trattative per rivedere il contratto “take or pay”, quello che prevede l’Eni debba pagare interamente o parzialmente, il prezzo di una quantità minima di gas anche se poi non lo comprasse. Evidentemente, con la crisi in corso è diminuita pure la richiesta di gas da parte italiana e la Gazprom ha inteso dimostrare tutta la sua buona volontà nei riguardi dell’Eni. Ed anche l’esistenza di ottimi rapporti per la costruzione del gasdotto South Stream che partiranno nel secondo trimestre del 2014. Un gasdotto che dalle coste russe del Mar Nero arriverà in Bulgaria e poi si dirigerà verso l’Italia e con una biforcazione verso l’Hub di Baumgarten in Austria dove arrivano gli altri gasdotti provenienti dall’Est.
Un altro accordo è stato raggiunto dall’Eni con l’altro colosso russo, la Rosneft. I due gruppi lavoreranno insieme per ricercare giacimenti di gas e di petrolio nel Mare di Barents e nello stesso Mar Nero. Accordi che implicano anche scambi di tecnologia della quale l’Eni è abbondantemente fornito e la partecipazione di Rosneft a progetti internazionali del gruppo italiano.
Peraltro un analogo accordo sul “take or pay” è stato raggiunto con l’algerina Sonatrach, il nostro primo fornitore di gas, per il periodo 2013-2014. A dimostrazione che l’Eni sa tutelare i propri interessi e quelli dell’Italia nonostante una classe politica cieca e fin troppo “atlantica”, ossia filo americana.
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